16 luglio 2010

Il meteo, gli avvocati ed il pesto fresco fresco!

Ho un carissimo amico, avvocato, cinefilo e gourmet, mia fonte di ispirazione per piatti e sogni, che per diletto, informa i suoi amici delle informazioni meteo relative alla spiagge più frequentate, con il "meteolongo", il suo servizio di meteo su facebook!
Il meteolongo di questa settimana è impietoso, l'afa che ci aspetta è niente rispetto a quella che stiamo patendo in questi ultimi giorni e gli ombrelloni sono l'unica soluzione, ma solo dopo un rinfrescantissimo bagno a mare!
E chi cucina?
Io!
Ma il cucinar m'è tosto in questo mar...di sudore! Accendere i fornelli, mi ricorda ogni volta che, in questa casa, i condizionatori, ancora non li abbiamo messi, e la mia cucina, esposta a sud-ovest, è tanto calda!!!
E allora qualcosa bisogna inventarsi. Non ultimo il pesto proposto all'altro avvocato, quello che mi son sposata, mia cavia paziente, la maggior parte delle volte, e affamata, sempre!
L'altro giorno, caldo infernale, ora tarda, quasi le due, urgeva piatto fresco e veloce, altresì! Uno sguardo alla mia piantina di basilico e la risposta fu immediata e quasi ovvia: pesto! Si pesto, ma di sradicare tutta la mia piantina non mi andava proprio, e allora ho aperto il frigo e ho preso al volo la rucola, ma sull'aggiungere il parmigiano ero un po' titubante, primo perchè il maritino, ne vuol poco nel pesto, secondo perchè il piatto lo volevo super leggero! Quindi? Quindi un'idea, chiuso il frigo, aperta la dispensa mi son dotata di olive e capperi, e ho frullato tutto con olio extravergine di oliva, ma piuttosto grossolanamente.
L'ho servito con delle pennette, ma delle reginette secondo me sono ancora più indicate. Ottime le trofie, tollerabili gli spaghetti. Indispensabili, la prossima volta, i pinoli tostati!

06 giugno 2010

E mo' che gli faccio??

Se avete a cena amici dei quali temete il giudizio, rilassatevi, scartate ogni piatto che avete immaginato di preparare e fermatevi!
DA un po' andava avanti 'sto tira e molla: "e quando ci vediamo? E che mi cucini? E facciamo una sfida?".
Una sfida? Io? Perlamorediddio! Noooooo!
Io sono quella che sono, estroversa, gioviale e allegra, d'accordo! Ma temo la competizione come la peste! Non mi piace! Io sono per gli "amici amici"! Le gare le detesto (tranne quelle al Wii con i miei figli!).
Ma poi è successo, e finalmente ci siamo incontrati davanti ad una tavola imbandita, prima da lui: cacio e pepe, buonissimo!
Poi da me.
E che gli potevo fare?
Da me s'aspettava che fossi Carlo Cracco!
Ho cercato di spiegargli che così non è !
Che ho solo un grande amore per la cucina, che cucino per ispirazione, che qui a volte si mangiano gli spaghetti col burro e vengono così così, ma, se ho voglia, cucino per un giorno intero e mi viene tutto buono!
Gli ho anche confessato che, tutta questa aspettativa, mi faceva venire dubbi amletici su piatti che avevo fatto mille volte, e che non lo invitavo per l'ansia da prestazione.
Ma poi davanti a quel piatto di spaghetti cacio e pepe, mi sono rilassata, sarà anche stato il vino buonissimo, ma quel cacio e pepe mi ha completamente spiazzato!
La sua semplicità, la sincerità di quel piatto, la sua onestà!
E quale competizione? Ma quale sfida, qui si sposa la mia stessa filosofia, "amici amici" e vino buono!
E allora?
E allora ai fornelli!
Avevo praticamente deciso di cucinare un onestissimo cavatello pomodoro fresco, basilico e cacioricotta, ma poi tanto mi sono rilassata, ho talmente abbandonato l'idea della competizione, che ho perfino pensato l'inimmaginabile!
L'esperimento!
Si! un piatto mai fatto, mai mangiato e mai neanche visto! Un sentito dire lontanissimo, che però, davanti a quella confezione di pistacchi non salati e non tostati tanto cercata, e mai trovata, mi ha fatto gioire, come se avessi trovato l'araba fenice!
E allora, mortaio, pestello e pistacchi, una ricerca, UNA, sulla rete, in un sito sicuro, affidabile, e via:
Pesto di pistacchi!
Pistacchi, tanti, aglio, pochissimo, olio extravergine, parecchio, buccia di limone, abbastanza, e succo di limone, un po'.
E così, col vino buono e la filosofia degli amici amici, abbiamo passato una serata bellissima, un'altra, e tutte le ansie, le gare, e le sfide, si sono magicamente volatilizzate!
Com'è venuto il piatto? Non lo so! A noi è piaciuto, ma nessuno di noi aveva un termine di paragone, non avendolo mai mangiato prima!
Poteva andarmi meglio di così!
Ahhh...quasi mi dimenticavo: sabato da me!

15 aprile 2010

La parmigiana in 15 minuti

Tempo di dieta e tempo di fame, di sogni gastronomici e di sguardi sognanti verso il frigo...pieno di yogurth!
Tra uno yogurth e l'altro ho visto due melanzane affacciarsi e allora le ho raccolte, e ho raccolto soprattutto il loro invito. Ma poiché nella dieta ci voglio credere, e devo dare da mangiare a mio marito qualcosa in più di qualche foglia, allora ho preso due pelati e li ho passati. In una padella larga, per accelerare moltissimo i tempi, ho messo olio e cipolla e i pelati passati, sale, coperchio e fuoco vivace!
Ho acceso il grill e ho affettato le melanzane con la buccia spesse circa un centimetro e qualcuna un po' più sottile, per farla abbrustolire un po', ho condito con poco olio e sale e le ho cotte sotto il grill, appunto, per 8/10 minuti.
Due melanzane, due infornate!
Nel frattempo, ho abbassato la fiamma sotto il sugo e tolto il coperchio, per evitare un sugo acquoooooso!!
Cotta anche la seconda melanzana, senza dire nè ai e nè bai (c'era Montalbano ieri in tv?), ho preso una bella pirofila e ho versato sul fondo una altrettanto bella mestolata di sugo, ho fatto il primo strato di melanzane, aiutandomi con una forchetta per evitare di insegnare ai piccoli qualche brutta parola dovuta all'ustione di secondo grado autoprocuratami, parmigiano, qualche fettina di pomodorino ciliegina (che non esiste nella ricetta, ma io sono anarchica in cucina, quindi...) e di nuovo il sugo, e di nuovo le melanzane e così via.
Terminati gli strati, forno già caldissimo e spento il grill per un po', ho messo a cuocere una mezz'oretta in forno!
Appena la crosticina sarà quella giusta, a tavola! C'è solo un po' di formaggio, in fondo, ma il piatto è decisamente consentito!
Perchè non ci ho messo la mozzarella? E poi chi se lo sente quello strano individuo che mi porto appresso da più di vent'anni, ma del quale non riesco proprio a fare a meno?

13 aprile 2010

Patate, riso e...

E che vi lascio così? Ma no!!!!
E' che sono molto impegnata in questo periodo e non riesco a trovare un minuto di tempo per il blog, ma vi potrei raccontare di come, con il divano all'ospedale, i pomeriggi passino tra una partita a SuperMario bros. WIi seduti sul tavolino tristemente ricoperto con cuscini di emergenza per salvare le nostre povere chiappe dall'intorpidimento, la tabellina del 3 e una partita a scacchi! Non andrebbe tralasciato che il tavolino di cui trattasi ha un'altezza di 25 cm!! E nemmeno che mio figlio a scacchi mi batte!
La sera ci si addormenta sul letto a soppalco della piccolina guardando dvd. Il problema è scendere dal soppalco, evitando di schiacciare la bambina. Ieri ho pensato persino di buttarmi nel "vuoto", ma ho lasciato perdere al primo giramento di testa!
Ma potrei anche dirvi che ultimamente siamo andati in una nuova osteria e Nicola ha mangiato una meravigliosa porzione di patate riso e...cozze, "diranno i miei piccoli lettori", e no, cari! E salsiccia!
Buoooono da morire!
Preparato nella stessa maniera della più famosa tiella, ma con la sostituzione della salsiccia alle cozze. Perfino una tradizionalista della tiella come me, ha dovuto riconoscere che l'innovazione portava cose buone!
E poi sono a dieta...più o meno...insomma, dipende da quel che c'è. Occorre una spesa ragionata per evitare che in un attacco di fame, poi una si lasci andare a quel che c'è! Come si giustifica nel piano dieta una piadina con speck e mozzarella alle 23.40 di sera guardando Gad Lerner? E non lo so come si giustifica, ma io avevo i gorgoglii!
Però sono tornata in palestra e orgogliosamente corro, impettita e fiera, senza rantolare come l'anno scorso dopo cinque minuti!
Ma oggi mi riempio il frigo di yogurth, altro che piadina! E da stasera mi lamenterò per avere un chiancone (grossa pietra: lo yogurth!) sullo stomaco alle 23.40, e non i sensi di colpa!

05 aprile 2010

99 colombe...e una Pavlova!

E allora facciamole volare queste colombe!!
Leggere leggere, come una meringa, come una Pavlova!
La ricetta che mi è venuta in mente per le nostre Colombe è una Pavlova con frutta fresca e amaretti morbidi.
E' semplicissima e molto gustosa!
Montate a neve fermissima 2 albumi e quando saranno gonfi, maestosi e gloriosi, aggiungete poco per volta, 100 grammi di zucchero e la buccia grattugiata di mezzo limone, meglio se con una spatola e con il classico movimento dal basso verso l'alto.
Preparata la meringa, formate un disco di una ventina di centimetri di diametro, aiutandovi con una spatola. Se vi piace pasticciare, allora armatevi di sac a poche a bocchetta liscia! Fare questa operazione direttamente sulla carta forno, o litigherete con me per sempre!
La buona e brava Ada Boni, del Talismano della Felicità, da cui la ricetta della meringa è tratta, suggerisce di spolverizzare la meringa con poco zucchero prima di infornarla e attendere una decina di minuti, affinchè diventi bella lucida!
Accendete il forno ad un calore moderatissimo, 90/100° C, poichè la meringa deve solo asciugarsi e non cuocere.
Mentre la meringa è in forno, e ci dovrà rimanere per 30 minuti circa, montate 250 ml di panna freschissima e tagliate la frutta, quella che volete, a me piace con le banane, le fragole, l'arancia e il kiwi. Ma anche le pesche sono fantastiche!
Una volta ben raffreddata la meringa, potete montare la vostra Pavlova: stendete sulla meringa la panna ben fredda e decorate con la frutta, fresca anch'essa. Completate con una spolverata di amaretto morbido delle Sorelle Nurzia sbriciolato con le mani, che completerà questo trionfo di diverse consistenze, di cui la Pavlova è regina: la croccantezza della meringa, il morbido della panna, la freschezza della frutta, così varia: la banana morbida, l'arancia aspra ed esplosiva, le fragole dolci e tenere, il kiwi così controcorrente e rinfrescante...e l'amaretto a celebrare questo matrimonio multietnico!
Serena Pasqua a tutti!

20 marzo 2010

99 colombe


Ho scoperto oggi in rete, con ritardo - ma meglio tardi... - questa bellissima webmagia!
Una azienda dolciaria storica nata a L'Aquila nel 1835, la Sorelle Nurzia costretta, come troppi abbruzzesi, a fare i conti con il terremoto del 6 aprile 2009.
Fate acquisti, lettrici e lettori di questo blog, comprate, spendete e mangiate: avrete fatto un buona azione, meglio: ottima!
Ecco il listino per i foodbloggers!

22 febbraio 2010

Chocolate chips cookies

Oggi pomeriggio abbiamo deciso di fare i biscotti, dopo aver comprato quelli finti al supermercato. Ho preso un libro dei miei, di quelli americani, d'importazione, con le misure americane che già sono un tantino particolari (3/4 cups) e fin qui, con l'attrezzo giusto...ma accorgersi di non aver il burro sufficiente, e decidere di dividere il tutto per due, ha trasformato il pomeriggio in un delirio di proporzioni, equivalenze e american measures, con i piccoli che facevano roteare la cup, quella vera, con la farina e lo zucchero dentro, per la cucina. Non essere mai stata un talento in matematica e avere dinanzi la necessità di dividere per due la seguente dose: 1 e 3/4 cup, ha ravvivato la mia giornata, ma con qualche aggiustatina, abbiamo sfornato questi



Non sono stata tanto furba da scrivere la ricetta rivisitata, ma mi applicherò e dopo una telefonata al mio commercialista o alla maestra di matematica di Sveva, vi farò sapere!

21 febbraio 2010

Finale a sorpresa!

Mentre state preparando le zucchine per il sugo verde dei piccini, prendete della rucola, sciacquatela velocemente, e frullatela con dell'olio extravergine, aggiungete del parmigiano, sale e poi, prendete la padella, rubate un paio di cucchiai di zucchine e aggiungetele al pesto. Frullate ancora. I più attenti avranno notato che mancano i pinoli (non ne avevo) e l'aglio.
Ma l'aglio non si può mettere perchè poi dobbiamo fare l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi...

01 febbraio 2010

20 dicembre 2009

Per il mio nuovo amico persiano...


Ho un nuovo amico. E' il marito della mia nomade compagna di banco del ginnasio e del liceo. E' persiano. E' ingegnere e vive e lavora a Firenze, ma la mia amica Barbara, che è nomade più di una nomade, vive a New York. Di tanto in tanto, per fortuna, si incontrano e si amano.
Stamattina non ho potuto fare a meno di omaggiare il mio nuovo amico, Massoud è il suo nome, con un piatto di mia invenzione, un piatto che incontrasse le nostre culture, che le unisse, ne formasse una nuova ed unica. Come stanno facendo loro!
Conosco pochissimo la cucina persiana, ho spiato in rete qualcosa ed è nato questo piatto:
Cous cous allo zafferano con funghi e rollè di vitello con frittata e provolone! Ve l'avevo detto che era un mix culturale!
Lo zafferano del risotto alla milanese e dei piatti mediorientali, i funghi, piatto tipico del nostro autunno, la carne che sposa il cous cous come da tradizione mediorientale e due nostri topoi gastronomici: la frittata e il provolone, così territorialmente demarcati e così improvvisamente spiazzati dalla presenza del cous cous giallo come l'oro, grazie allo zafferano!
Il cous cous era saporitissimo perchè condito non solo con i funghi, ma anche con il fondo della carne e con le verdure del fondo stesso. Un'esplosione di sapori che ho voluto gustare con le mani, così come deve essere mangiato il cous cous!
Che ci fanno le orecchiette sulla tavola? Massoud le adora con le cime di rapa, e ieri le ho comprate per lui, dalla sig.ra Porzia, che ne fa di buonissime tra i vicoli della mia città vecchia, tanto simile ad un suk!

03 dicembre 2009

Driin...driin...driin...

...dov'è? Mollo il bucato bagnato e, non so esattamente perché, prendo il bucato asciutto, rientro in casa, e corro a cercare il telefono che squilla. Devo rispondere per forza perchè potrebbe essere la mamma dell'amichetto di Sveva e Giuseppe. Chissà che pensa se non rispondo? Ma non vedo, perchè ho una montagna di bucato in braccio, cerco un posto dove lanciarlo, il bucato, ma non ne trovo uno opportuno, evito, maldestramente, nell'ordine: una caduta sui pattini, un tamponamento con il monopattino dei gormiti ed un bambino con in mano un panino con la marmellata di fragole, al decimo squillo lo trovo e rispondo affannata:
pronto?
Salve, sono Antonella e la chiamo da Sky!
(Ma por....) Mi dica!
bla bla, bla e ri bla....
(in sottofondo: PRENDIMI SE HAI IL CORAGGIO PRINCIPE DELL'ARIA!! NOOOOO! NON CI RIUSCIRAI MAIII!!! WASHINGTON! WASHINGTON!) Non ho ancora capito che è 'sto Washington!
....mah! E quanto costerebbe?
Bla bla bla...
(sempre in sottofondo: Mammaaaaaaa hai messo tu i cioccolatini sull'albero di nataleee????)
Nel frattempo sono tornata sul balcone, imbaccuccata come Reinold Messner per la scalata del K2, a finire di stendere il bucato...
no, ma guardi non...
ma no signora, ma bla bla bla..
ENERGETICA! ENERGETICA! ENERGETICA!
ma veramente non sono...
MAMMAAAAAAA HO FAMEEEEE!!!! Urlano da dietro al vetro, battono ripetutamente, il vetro è del 1969! Ho il terrore che si frantumi, la signorina parla, i bimbi mi fanno gesti e continuano a urlare da dietro al vetro, e battono.
La signorina non demorde.
Il fracasso, il vetro, la signorina, le fantasmagoriche offerte del satellite, è stato un attimo e mi sono ritrovata a urlare nella foschia silenziosa del giardino condominiale, nonchè nelle orecchie della malcapitata: ALLORA! LA FINIAMOOO???!"
Uh, mi scusi signorina...
..no, ma faccia pure!
... ma sa...comunque non mi interessa.
click.
click.

01 dicembre 2009

Oggi c'è una sola cosa da fare...

...il pane. Ho le paturnie, come diceva una delle mie attrici preferite, in uno dei miei film preferiti. Allora, l'unica cosa che c'è da fare, è il pane. Perdermi nelle catene di glutine e amidi e non pensare. Perchè a volte l'unica cosa da fare è mettersi in stand by. Ieri ci sono riuscita facendo una delle pigotte più brutte della storia, la pigotta Testina: corpo grosso, spalle enormi e testa piccolissima! Però ho ricamato a mano il viso!

30 novembre 2009

Soufflè al cioccolato

Sarà pure un classico, ma è troppo buono!!
E facilissimo!
E' veloce!
E' questo:

La ricetta l'ho presa dal bellissimo libro MammaMia!
Si fanno sciogliere a bagnomaria 100 g di burro e 100 g di cioccolato fondente, nel frattempo si battono bene due uova con 50 g di zucchero, ai quali si uniranno poi 30 g di farina bianca. Una volta intiepidito il cioccolato fuso con il burro, lo si unisce al composto di uova, si versa in stampini imburrati e si inforna a 200° per dieci minuti. Io ho cotto 4 minuti in più, perché dopo 10 minuti era ancora troppo crudo, ma anche solo 2/3 minuti in più, vanno bene!

23 novembre 2009

Mr...Crumble!

Per sbaglio ho comprato due chili di mele a pochi giorni di distanza, posto che qui una mela si divide in quattro, e avanza pure, c'era una sola cosa da fare: una torta di mele.
Ma poichè tempo non ne avevo molto, ho deciso di fare finalmente il crumble di mele!
Una di quelle ricette che ti hanno sempre incuriosito, ma chissà perché non hai fatto mai!
L'hai studiata, l'hai vista fare mille volte, ne hai letto in ogni libro che hai, ma fatta, mai!
E allora, tutti in postazione, Sveva sulla sediolina, e abbiamo cominciato a sbucciare le mele, 4, a farle cuocere a fuoco lentissimo con un cucchiaio di burro, uno di zucchero, e un pizzico di cannella. A parte, abbiamo mescolato 100 g di burro con 150 g di farina e 90 di zucchero, che doveva essere brown, ma non ce l'avevamo, e ci abbiamo messo il caro, vecchio, zucchero semolato!
Altre ricette prevedevano l'aggiunta di farina di mandorle, o mandorle in qualsiasi modo si volesse, ma di mandorle, neanche l'ombra, e allora perché non cedere alla tentazione di schiaffarci gli immancabili pinoli? Sa va sans dire!!
Abbiamo poi adagiato le mele in una pirofila e ricoperte del crumble, che avevamo lavorato con le mani fino a farlo diventare una golosa polvere senza l'ombra di grumetti di burro, più che grumi si formavano delle palline, ma abbiamo risolt]]o con l'unico attrezzo di cucina presente in questa casa e mai usato prima: le fruste a "fusillo" per impastare!
La ricetta presa, e dimezzata, da gourmet, prevedeva poi di infornare in forno caldo a 180° per dieci minuti. Dopo dieci minuti, ho aperto il forno ed uno spettacolo triste e poco incoraggiante mi ha travolto, il crumble era crudo, pallido e triste...una schifezza! Allora cinque minuti alla volta , per un totale di una mezz'oretta di doratura (oh! ognuno c'ha il suo forno, il mio ha la funzione grill, che è praticamente una fiamma ossidrica, e la funzione doratura, più lenta, ma efficace!), finalmente, la luce!
L'ho impacchettato e portato a casa della mamma come dolce.
E via il primo piatto di lasagna (mamma), e via il secondo (io e papà), e via il terzo (Nicola), neanche una forchetta (Giuseppe), il giusto (Sveva), si passa ai secondi, i contorni, le castagne. Arriva il momento del dolce.
In tavola arrivano i dolcetti della pasticceria, e la pirofila.
Uno sguardo dei commensali, nel senso dei maschi, ovvero mio padre e Nicola. Silenzio. Mio padre chiede lumi, e Nicola, quello che dovrebbe essere mio marito, l'uomo della mia vita, complice del suocero - mio padre, mica cotiche - fa "è roba di Ivana, ci sono i pinoli...".
Ignoro il tutto e li incoraggio offrendogliene una porzione, senza indugio o imbarazzo quella serpe che mi sono sposata e per la quale sforno torte di mele, poiché una volta mi ha detto che sono le sue preferite, mi fa:
"io no, non ci riesco!",
sbigottita, gli chiedo il perché, e quell'essere inqualificabile, ridendo, osa
"no, mi fa impressione, sembra un'orata al sale!", e giù risate! Indignate - mah - io e la mia mamma ce ne sbafiamo una fetta, concordando sulla delicatezza dei sapori, e sulla bontà del risultato!
La serpe assaggia...
"beh? ti piace?" lo incalzo, e lui, ridendo,
"mmmh, non tanto",
incredula, insisto:
"ma se tu adori le crostate di mele...",
e lui: "e che c'entra questa con una crostata di mele??",
ignoro la sua ignoranza culinaria e gli spiego che gli ingredienti quelli sono e le proporzioni, quasi.
Il disgraziato non si ferma e mi risponde:
"a volte mi sembri Mr. Bean!"
"Scusa?"
" Si Mr. Bean, che mette tutti gli ingredienti in bocca e pensa di aver fatto una torta!".
Sto preparando gli atti.
Penso che divorzierò!