20 marzo 2010

99 colombe


Ho scoperto oggi in rete, con ritardo - ma meglio tardi... - questa bellissima webmagia!
Una azienda dolciaria storica nata a L'Aquila nel 1835, la Sorelle Nurzia costretta, come troppi abbruzzesi, a fare i conti con il terremoto del 6 aprile 2009.
Fate acquisti, lettrici e lettori di questo blog, comprate, spendete e mangiate: avrete fatto un buona azione, meglio: ottima!
Ecco il listino per i foodbloggers!

22 febbraio 2010

Chocolate chips cookies

Oggi pomeriggio abbiamo deciso di fare i biscotti, dopo aver comprato quelli finti al supermercato. Ho preso un libro dei miei, di quelli americani, d'importazione, con le misure americane che già sono un tantino particolari (3/4 cups) e fin qui, con l'attrezzo giusto...ma accorgersi di non aver il burro sufficiente, e decidere di dividere il tutto per due, ha trasformato il pomeriggio in un delirio di proporzioni, equivalenze e american measures, con i piccoli che facevano roteare la cup, quella vera, con la farina e lo zucchero dentro, per la cucina. Non essere mai stata un talento in matematica e avere dinanzi la necessità di dividere per due la seguente dose: 1 e 3/4 cup, ha ravvivato la mia giornata, ma con qualche aggiustatina, abbiamo sfornato questi



Non sono stata tanto furba da scrivere la ricetta rivisitata, ma mi applicherò e dopo una telefonata al mio commercialista o alla maestra di matematica di Sveva, vi farò sapere!

21 febbraio 2010

Finale a sorpresa!

Mentre state preparando le zucchine per il sugo verde dei piccini, prendete della rucola, sciacquatela velocemente, e frullatela con dell'olio extravergine, aggiungete del parmigiano, sale e poi, prendete la padella, rubate un paio di cucchiai di zucchine e aggiungetele al pesto. Frullate ancora. I più attenti avranno notato che mancano i pinoli (non ne avevo) e l'aglio.
Ma l'aglio non si può mettere perchè poi dobbiamo fare l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi...

01 febbraio 2010

20 dicembre 2009

Per il mio nuovo amico persiano...


Ho un nuovo amico. E' il marito della mia nomade compagna di banco del ginnasio e del liceo. E' persiano. E' ingegnere e vive e lavora a Firenze, ma la mia amica Barbara, che è nomade più di una nomade, vive a New York. Di tanto in tanto, per fortuna, si incontrano e si amano.
Stamattina non ho potuto fare a meno di omaggiare il mio nuovo amico, Massoud è il suo nome, con un piatto di mia invenzione, un piatto che incontrasse le nostre culture, che le unisse, ne formasse una nuova ed unica. Come stanno facendo loro!
Conosco pochissimo la cucina persiana, ho spiato in rete qualcosa ed è nato questo piatto:
Cous cous allo zafferano con funghi e rollè di vitello con frittata e provolone! Ve l'avevo detto che era un mix culturale!
Lo zafferano del risotto alla milanese e dei piatti mediorientali, i funghi, piatto tipico del nostro autunno, la carne che sposa il cous cous come da tradizione mediorientale e due nostri topoi gastronomici: la frittata e il provolone, così territorialmente demarcati e così improvvisamente spiazzati dalla presenza del cous cous giallo come l'oro, grazie allo zafferano!
Il cous cous era saporitissimo perchè condito non solo con i funghi, ma anche con il fondo della carne e con le verdure del fondo stesso. Un'esplosione di sapori che ho voluto gustare con le mani, così come deve essere mangiato il cous cous!
Che ci fanno le orecchiette sulla tavola? Massoud le adora con le cime di rapa, e ieri le ho comprate per lui, dalla sig.ra Porzia, che ne fa di buonissime tra i vicoli della mia città vecchia, tanto simile ad un suk!

03 dicembre 2009

Driin...driin...driin...

...dov'è? Mollo il bucato bagnato e, non so esattamente perché, prendo il bucato asciutto, rientro in casa, e corro a cercare il telefono che squilla. Devo rispondere per forza perchè potrebbe essere la mamma dell'amichetto di Sveva e Giuseppe. Chissà che pensa se non rispondo? Ma non vedo, perchè ho una montagna di bucato in braccio, cerco un posto dove lanciarlo, il bucato, ma non ne trovo uno opportuno, evito, maldestramente, nell'ordine: una caduta sui pattini, un tamponamento con il monopattino dei gormiti ed un bambino con in mano un panino con la marmellata di fragole, al decimo squillo lo trovo e rispondo affannata:
pronto?
Salve, sono Antonella e la chiamo da Sky!
(Ma por....) Mi dica!
bla bla, bla e ri bla....
(in sottofondo: PRENDIMI SE HAI IL CORAGGIO PRINCIPE DELL'ARIA!! NOOOOO! NON CI RIUSCIRAI MAIII!!! WASHINGTON! WASHINGTON!) Non ho ancora capito che è 'sto Washington!
....mah! E quanto costerebbe?
Bla bla bla...
(sempre in sottofondo: Mammaaaaaaa hai messo tu i cioccolatini sull'albero di nataleee????)
Nel frattempo sono tornata sul balcone, imbaccuccata come Reinold Messner per la scalata del K2, a finire di stendere il bucato...
no, ma guardi non...
ma no signora, ma bla bla bla..
ENERGETICA! ENERGETICA! ENERGETICA!
ma veramente non sono...
MAMMAAAAAAA HO FAMEEEEE!!!! Urlano da dietro al vetro, battono ripetutamente, il vetro è del 1969! Ho il terrore che si frantumi, la signorina parla, i bimbi mi fanno gesti e continuano a urlare da dietro al vetro, e battono.
La signorina non demorde.
Il fracasso, il vetro, la signorina, le fantasmagoriche offerte del satellite, è stato un attimo e mi sono ritrovata a urlare nella foschia silenziosa del giardino condominiale, nonchè nelle orecchie della malcapitata: ALLORA! LA FINIAMOOO???!"
Uh, mi scusi signorina...
..no, ma faccia pure!
... ma sa...comunque non mi interessa.
click.
click.

01 dicembre 2009

Oggi c'è una sola cosa da fare...

...il pane. Ho le paturnie, come diceva una delle mie attrici preferite, in uno dei miei film preferiti. Allora, l'unica cosa che c'è da fare, è il pane. Perdermi nelle catene di glutine e amidi e non pensare. Perchè a volte l'unica cosa da fare è mettersi in stand by. Ieri ci sono riuscita facendo una delle pigotte più brutte della storia, la pigotta Testina: corpo grosso, spalle enormi e testa piccolissima! Però ho ricamato a mano il viso!

30 novembre 2009

Soufflè al cioccolato

Sarà pure un classico, ma è troppo buono!!
E facilissimo!
E' veloce!
E' questo:

La ricetta l'ho presa dal bellissimo libro MammaMia!
Si fanno sciogliere a bagnomaria 100 g di burro e 100 g di cioccolato fondente, nel frattempo si battono bene due uova con 50 g di zucchero, ai quali si uniranno poi 30 g di farina bianca. Una volta intiepidito il cioccolato fuso con il burro, lo si unisce al composto di uova, si versa in stampini imburrati e si inforna a 200° per dieci minuti. Io ho cotto 4 minuti in più, perché dopo 10 minuti era ancora troppo crudo, ma anche solo 2/3 minuti in più, vanno bene!

23 novembre 2009

Mr...Crumble!

Per sbaglio ho comprato due chili di mele a pochi giorni di distanza, posto che qui una mela si divide in quattro, e avanza pure, c'era una sola cosa da fare: una torta di mele.
Ma poichè tempo non ne avevo molto, ho deciso di fare finalmente il crumble di mele!
Una di quelle ricette che ti hanno sempre incuriosito, ma chissà perché non hai fatto mai!
L'hai studiata, l'hai vista fare mille volte, ne hai letto in ogni libro che hai, ma fatta, mai!
E allora, tutti in postazione, Sveva sulla sediolina, e abbiamo cominciato a sbucciare le mele, 4, a farle cuocere a fuoco lentissimo con un cucchiaio di burro, uno di zucchero, e un pizzico di cannella. A parte, abbiamo mescolato 100 g di burro con 150 g di farina e 90 di zucchero, che doveva essere brown, ma non ce l'avevamo, e ci abbiamo messo il caro, vecchio, zucchero semolato!
Altre ricette prevedevano l'aggiunta di farina di mandorle, o mandorle in qualsiasi modo si volesse, ma di mandorle, neanche l'ombra, e allora perché non cedere alla tentazione di schiaffarci gli immancabili pinoli? Sa va sans dire!!
Abbiamo poi adagiato le mele in una pirofila e ricoperte del crumble, che avevamo lavorato con le mani fino a farlo diventare una golosa polvere senza l'ombra di grumetti di burro, più che grumi si formavano delle palline, ma abbiamo risolt]]o con l'unico attrezzo di cucina presente in questa casa e mai usato prima: le fruste a "fusillo" per impastare!
La ricetta presa, e dimezzata, da gourmet, prevedeva poi di infornare in forno caldo a 180° per dieci minuti. Dopo dieci minuti, ho aperto il forno ed uno spettacolo triste e poco incoraggiante mi ha travolto, il crumble era crudo, pallido e triste...una schifezza! Allora cinque minuti alla volta , per un totale di una mezz'oretta di doratura (oh! ognuno c'ha il suo forno, il mio ha la funzione grill, che è praticamente una fiamma ossidrica, e la funzione doratura, più lenta, ma efficace!), finalmente, la luce!
L'ho impacchettato e portato a casa della mamma come dolce.
E via il primo piatto di lasagna (mamma), e via il secondo (io e papà), e via il terzo (Nicola), neanche una forchetta (Giuseppe), il giusto (Sveva), si passa ai secondi, i contorni, le castagne. Arriva il momento del dolce.
In tavola arrivano i dolcetti della pasticceria, e la pirofila.
Uno sguardo dei commensali, nel senso dei maschi, ovvero mio padre e Nicola. Silenzio. Mio padre chiede lumi, e Nicola, quello che dovrebbe essere mio marito, l'uomo della mia vita, complice del suocero - mio padre, mica cotiche - fa "è roba di Ivana, ci sono i pinoli...".
Ignoro il tutto e li incoraggio offrendogliene una porzione, senza indugio o imbarazzo quella serpe che mi sono sposata e per la quale sforno torte di mele, poiché una volta mi ha detto che sono le sue preferite, mi fa:
"io no, non ci riesco!",
sbigottita, gli chiedo il perché, e quell'essere inqualificabile, ridendo, osa
"no, mi fa impressione, sembra un'orata al sale!", e giù risate! Indignate - mah - io e la mia mamma ce ne sbafiamo una fetta, concordando sulla delicatezza dei sapori, e sulla bontà del risultato!
La serpe assaggia...
"beh? ti piace?" lo incalzo, e lui, ridendo,
"mmmh, non tanto",
incredula, insisto:
"ma se tu adori le crostate di mele...",
e lui: "e che c'entra questa con una crostata di mele??",
ignoro la sua ignoranza culinaria e gli spiego che gli ingredienti quelli sono e le proporzioni, quasi.
Il disgraziato non si ferma e mi risponde:
"a volte mi sembri Mr. Bean!"
"Scusa?"
" Si Mr. Bean, che mette tutti gli ingredienti in bocca e pensa di aver fatto una torta!".
Sto preparando gli atti.
Penso che divorzierò!

18 novembre 2009

Ooops!!

Se c’è una persona alla quale non si può dir...di non dire, quella sono io. Non parlo di segreti, sono una tomba, sono un’avvocata, so di non dover riferire nulla di non riferibile, ma se c’è un particolare imbarazzante da omettere, una gaffe da evitare, una brutta figura da non fare, beh! io non ometto, non evito, io la faccio!
Ho smesso di chiedere alla panciute se siano incinte: quando lo chiedo io, non lo sono mai. Hanno la pancia e si offendono. O peggio una tragedia da raccontare, e tu (io) ti chiedi il perchè ti (mi) abbiano messa al mondo.
Se hai la ricrescita, il mio occhio cade - involontariamente, lo giuro - sempre sull’attaccatura dei capelli, sottolineando, ancor più involontariamente, la trascuratezza della mia interlocutrice.
Se ti soffi il naso, faccio finta di niente, ma secondo me, si nota che l’ho notato, anche se soffiarsi il naso, nonostante i recenti fanatismi legati alla suina, non è stato ancora qualificato come reato contro l’umanità! Io stessa lo faccio continuamente, e sono ancora a piede libero!
Vi risparmio le ridicole proposte avanzate da una fanatica in riunione a scuola con i genitori a proposito della prossima (l’ennesima) pandemia! Ambulanze, ricoveri coatti...nemmeno Hannibal the Cannibal!
Alla stessa maniera cerco di evirtare agli altri brutte figure o noie. Ed è ancora peggio!
Una sorta di san Francesco delle buone maniere. Beccandomi sempre un laconico ”ma la vuoi finire!” da mio marito! Credo non abbia ancora fatto l’abitudine al fatto che fermi gli sconosciuti per avvisarli che hanno la borsa aperta, che hanno dimenticato la giacca appesa alla sedia del bar. A volte alzo il passo, quasi li rincorro!
La più imbarazzante, è stata avvisare una collega (che ovviamente non conoscevo) in tribunale, che proprio dove lei aveva appoggiato la borsa, e sto parlando dell’aula di udienza, non del giardinetto...beh c’era un sospetto liquido giallo. Più che sospetto, inequivocabile!
Ma per tornare alle mie gaffes, ricordo una volta, eravamo con amici, e ci avrebbero raggiunto altri amici di amici. Eravamo a casa di Nicola, in salotto con la tv accesa. Ci dissero solo che uno dei nuovi, aveva recentemente perso la madre, pregandoci, implicitamente, di evitare discorsi “pericolosi”.
Tra i miei più grandi difetti c’è anche la pretesa di metter gli ospiti a proprio agio e di rompere il ghiaccio.
Mi ci volle un attimo.
Sigla del telegiornale...tatatatataaa, i titoli, mezzo busto del conduttore, “benvenuti all’edizione delle 20.00...”. Senza pensarci un attimo, per rompere il silenzio imbarazzato dei presenti, pronunciai le seguenti parole: “Uh MAMMA! Come è pallido quest’uomo. E come si chiama? MORTIMER?”.

11 novembre 2009

Corri, corri c'è il guanciale!

Entrata nella macelleria per caso, non avendo idea alcuna di cosa comprare e, di conseguenza, cucinare, ordino del filetto per i piccoli, mi faccio fare dei tristissimi hamburger salva dieta, magri, magri, magri, di quelli che il macellaio te li fa disgustato. Il dialogo è sempre lo stesso: "signora, ma è una suola!", "non si preoccupi, li mangio lo stesso!!". Paziente aspetto, e mentre mi guardo un po' intorno, mi accorgo di alcune novità: carpaccio di non mi ricordo cosa, venduto a peso d'oro, carpaccio di chianina rarissima, che neanche il platino. E un guanciale. Il guanciale toscano artigianale, profumatissimo, rarissimo. Ne compro una fetta spessa, già pregustando: guanciale? E allora, amatriciana sia!
Mi dirigo a scuola, cercando di ricordare a memoria la ricetta dell'amatriciana. In particolare mi viene in mente un'intervista ad Aldo Fabrizi di almeno 30 anni fa, fatta a casa sua, anzi nella sua cucina, dove l'illustre cucinava al suo intervistatore e commensale - che potrebbe essere benissimo un famosissimo regista o giornalista, ma non me lo ricordo proprio, l'avrò visto dieci anni fa almeno, in una puntata di Schegge di Ghezzi!- ebbene il nostro ospite alle cinque del pomeriggio, cucinava, per l'appunto, il baccalà fritto. Così, perché tra una domanda e il ricordo di un set, gli era venuto un languorino!
Tra uno schizzo d'olio e un assaggio fugace, Il cuoco Fabrizi raccontava di aver fatto, una volta, una domanda sulla Amatriciana ad una aspirante governante (mi par di ricordare...oddio...sembra una deposizione del teste!), chiedendole se nell'amatriciana, appunto, ci andasse l'aglio o la cipolla. Alla risposta "nessuno dei due", il grande attore rimase basito, poiché mai avrebbe creduto che la giovane e magra ragazza, svelasse il trabocchetto e desse la risposta esatta.
Ebbene, imparai allora che nell'amatriciana non va nè l'aglio, nè la cipolla, ma solo il guanciale, il pecorino, sale e pepe. Arrivo a casa dopo aver preso i piccoli da scuola e un dubbio mi assale: e il pelato? Uh, mamma! Non me lo ricordo, frettolosamente cerco nei tomi di cucina, i fondamentali, ma niente e allora decido: io ce lo metto!
Messa la padella sul fuoco, mi ricordo anche che i cuochi veri consigliano sempre di non aggiungere altri grassi (leggi l'olio) se si sta usando la pancetta o il guanciale, perchè il grasso c'è già...ci provo, ma l'aver letto ogni genere di sciagura sull'uso dell'antiaderente, che diventa tossicissimo se non unto, mi ricredo subito, al cuoco giochiamo un altro giorno, e ferma aggiungo un filo di olio extravergine di oliva. In un attimo, inseguendo quest'impeto rivoluzionario e anarchico, aggiungo il pelato, non solo, lo schiaccio con la forchetta.
E poi, un solletico, un prurito, un istinto. In un nano-secondo affetto una cipolla e ce la butto dentro... siiiiii, lo so che non lo dovevo fare, ma non ho potuto resistere. E il peperoncino? Ci va o non ci va? Cosa diceva l'illustre? Non me lo ricordo, ed è tardi, sembra incredibile ma non riesco a trovare uno straccio di ricetta dell'amatriciana sui libri, Sveva sta chattando su facebook con il suo compagno di scuola e il computer è inaccessibile, ho fame, sono le due...LE CAVALLETTE!! Cedo ancora una volta al mio istinto bohemienne, affetto un po' di peperoncino, e aggiungo anche quello. Infine il pepe, macinato al momento. Scolo le pennette molto al dente, fuoco vivacissimo sotto la padella e le faccio finire di cucinare nel sughetto. Un paio di minuti, e in tavola. Praticamente con l'affanno!
Non so se ho onorato la memoria del grande attore e gourmet, non so se ho seguito alla perfezione la ricetta originale, ma ragazzi, era davvero da urlo!!!

06 novembre 2009

News!

I miei figli hanno assaggiato il brodo. Uno l'ha sputato, l'altra l'ha adorato!

27 ottobre 2009

Capita!

Capita che un pomeriggio ti arrivi una telefonata del tutto inaspettata. Si, te lo avevano detto, ma tu, sempre positiva, e comunque distratta, te ne eri dimenticata. E allora sbatti un po' la faccia contro un muro, che, forse, non è duro come avrebbe potuto essere, e rintontita ti alzi. Ti convinci che non è tutto così oscuro come avrebbe potuto essere e cominci la tua missione: rincuorare e dar coraggio. Capita pure, però, che, comunque, si debba far da mangiare, soprattutto a quello sprovveduto che ha deciso, niente meno, di sposarti e fare dei figli con te! E allora, apri il frigo e chiami a raccolta, nell'eco asettica di un frigo pulitissimo, ma di conseguenza vuoto, una zucchina, l'ultima rimasta, un culo di provolone, latte, uova e parmigiano. Un culo pure lui.
Finalmente quel rotolo di pasta sfoglia che avevi comprato perché poteva servire, brilla di luce propria, e parti. Chiami Sveva, che quando può cucinare è la gioia fatta a bambina, e si comincia: la zucchina a rondelle, padella, olio caldo, due spicchi d'aglio e dentro la zucchina. Poi rompi tre uova, aggiungi del latte, il culo di provolone e il culo di parmigiano grattugiati, sale.
Prepari la quiche: srotoli la pasta sfoglia, ci versi dentro l'impasto di uova, latte e formaggi, aggiungi le zucchine un po' brucciacchiate, e il loro olio profumatissimo e verde. La guardi e decidi che decisamente manca qualcosa. Di pancetta o speck, neanche l'odore. E allora un classico: i pinoli tostati. Nella stessa padella delle zucchine, vagamente unta di quell'olio verde e profumato di aglio e zucchine, ci versi una manciata di pinoli e li fai tostare.
Ancora bollenti li spargi sulla quiche, che inforni e fai dorare.
E vai avanti.

20 ottobre 2009

Perdonata, per non aver commesso il fatto, Laura Ravaioli!!!

Tutto è bene, quel che finisce bene!!!
Laura mi ha risposto, abbiamo chiarito, e sono contenta così!
E mi raccomando ai commenti...che la chef ci legge!
E ora scusate, ma vado a cucinare, devo fare le mie proposte alla chef!

19 ottobre 2009

Benvenuta Laura Ravaioli!!

Care lettrici e cari lettori, sono molto onorata di poter dare il benvenuto su questo blog ad una lettrice d'eccezione: Laura Ravaioli, chef di Gambero Rosso Channel.
Sono molto contenta che mi sia venuta a trovare, che abbia apprezzato i miei piatti. Spero che abbia gradito anche il mio modo di scrivere, oltre che quello di cucinare.
Condividiamo molte cose, io e la chef Laura, l'amore per la cucina semplice, in particolare quella mediterranea. Ci piacciono i colori e i sapori tipici di quella cucina.
Solo in una cosa siamo diverse: nell'abitudine di riconoscere gli autori delle ricette pubblicate. Infatti, io non nascondo mai gli autori delle ricette alle quali mi ispiro, li cito sempre e volentieri. In fondo i blog nascono per questo: la condivisione, ma bisogna riconoscere la paternità, anzi la maternità, se me lo permettete, dell'opera. Ti è piaciuto? Lo vuoi rifare? Non ti costa nulla dire dove l'hai letto, anche se poi ci hai fatto delle piccole - minime, oserei dire - modifiche.
Sabato pomeriggio e domenica sera nella trasmissione "New Work di Laura Ravaioli" è andata in onda una ricetta pubblicata su questo blog nel febbraio del 2007: "Insalata di cous cous con peperoni e pomodori."
Non tutti ricorderanno la ricetta, ma qualcuno ricorderà il riconoscimento fatto al mio cous cous niente meno che dallo chef della BBC Ainsley Harriott, al punto che, ancora oggi la mia ricetta, a distanza di due anni, è presente sul suo sito (aggiornato)!!!!
La nostra chef non ha fatto altro che riprodurre la mia ricetta del cous cous con i peperoni e i pomodori, con impercettibili variazioni, i pomodori confit anzichè sott'olio, (di pomodori secchi si tratta), e omettendo l'agrodolce nei peperoni, per il resto la ricetta è la stessa, ed ha infine unito feta e basilico come nell'altra mia ricetta, tanto piaciuta ad Ainsley Harriott! L'unione delle due ricette è opera sua, d'accordo, ma dire dove le si è lette, non avrebbe macchiato la sua bravura.
Devo dire che vedere una propria ricetta in una trasmissione del Gambero Rosso è un grande onore, ma cara Laura, la prossima volta, se ti serve un consiglio, chiedi pure!

12 ottobre 2009

Homeworks!

Oggi facevo i compiti con Sveva: nomi femminili e nomi maschili.
Esercizio sul libro.
Femminile di dottore? Dottoressa.
Femminile di scrittore? Scrittrice.
Svevina dopo aver risposto, alza gli occhi dal libro e mi dice:" Mamma, lo sai che oggi ho detto alla maestra che sei una scrittrice e scrivi per una casa editrice?".
Il mio cuore ha avuto un sussulto e mi sono venute le lacrime agli occhi.
I sogni a volte si avvicinano e ti guardano negli occhi. E tu non sai che dire!
Auguri! Questo blog ha tre anni (e dieci giorni)!