06 marzo 2009

Finalmente!!!

Finalmente le foto!
Le foto che per mesi non ho potuto pubblicare, ma nessuno sapeva perchè!
Poi ho pregato Nì di aiutarmi e lui, che è il mio Steve Jobs personale, ha fatto 'o miracolo!!!
Cominciamo....
Pasta con i broccoli biologici e olive nere baresi.

L'arancino

La zuppa di fagioli tabacchino

Le bruschette

I biscotti dell'inappetenza

Ci sono periodi, in cui i miei figli (come la maggior parte dei bambini sotto i 10 anni, credo) non mangiano.
E non importa quello che tu cucini, non importa come, puoi passare ore a cucinare, o scongelare bastoncini di pesce, la risposta è la stessa: NO!
Il fatto che io poi abbia velleità culinarie, è solo un non sense, o, peggio, un'aggravante!
Detto questo, negli ultimi giorni, Peppino ha deciso che il cibo non fosse una cosa seria, e ha deliberatamente deciso di ignorarlo. Come questo poi, possa prescindere dal dare a lui l'energia necessaria per ridurre in pezzi me e questa casa, beh, questo lo sa solo lui. E sua sorella Sveva, la sua complice!
Bene, poichè, inoltre, questi periodi sono ciclici, e si ripetono nel tempo, ho cercato una contromossa, che non fosse l'esaurimento nervoso e l'uso di psicofarmaci (per me) e una caricata di mazzate (a lui)!
Non ha mangiato niente? Ho cucinato e ho sporcato tutta la cucina per niente? La devo pulire lo stesso, ma niente? Non importa! Sfido l'esaurimento psicofisico e faccio i biscotti.
Farina biologica, burro biologico, uova biologiche: bomba biologica!
Li faccio in pochissimo tempo, la tecnica è sicura e provata: impastatrice, 20 secondi e la pasta frolla è fatta, poi si prende un foglio di carta forno, vi si stende la pasta frolla (un'impastata a mano non si nega mai!), si prende una rotellina per la pasta e si formano dei rombi, li si allontana quel poco che basta l'uno dall'altro, si prende la carta forno e si inforna. Durata dell'operazione: circa 4 minuti! Forse meno!
Le dosi sono quelle insostituibili del Talismano della Felicità, la pasta frolla migliore fra quelle da me provate!
Le proporzioni sono queste:
1 tuorlo
100 g di farina
50 g di burro
50 g di zucchero
buccia di limone
un pizzico di sale
Per i biscotti io moltiplico il tutto per quattro, e faccio i biscotti spessi almeno un centimetro: più spessi li trovo molto più buoni!
Risultato: "mammaaaaa quando sono pronti i biscottiiiiii????".
Una volta sfornati, poi, prende il piatto, se lo mette davanti e mangia.
Fiuuuuu!!!!!

15 febbraio 2009

Il giorno dell'Arancino




E dire che non avevo voglia di cucinare, ma di andare fuori a mangiare da qualche parte, ma vista l'aria di neve, non ho voluto far raffreddare i piccoli, e così siamo rimasti a casa (anche oggi).
Allora sono entrata in cucina e ci è voluto un attimo perché decidessi che oggi era arrivato il giorno. Quale giorno?
Il giorno dell'arancino.
Ma non un arancino così, tanto per fare. Oggi ho deciso di fare l'ARANCINO.
Di quelli che a Palermo mi avrebbero fatto i complimenti.
Allora ho preso il riso vialone nano (circa 250 g) e l'ho cotto, non ho volutamente preparato un risotto perchè avevo già in mente il condimento dell'arancino, e non ho voluto strafare.
Poi ho preso un peperone, l'ho tagliato a dadini e l'ho saltato in padella con poco olio e sale, fino a farlo dorare. Una volta intiepidito, ho messo il riso in una coppa, ho aggiunto i peperoni, una manciata abbondante di parmigiano grattugiato, 3 uova, un po' di speck e della mozzarella tagliata sottile, per non farla filare troppo. In un'altra casa la mozzarella avrebbe dovuto obbligatoriamente filare, ma non in questa.
Poi ho iniziato: mi sono bagnata le mani e ho cominciato a fare una palla da tennis di riso, e ho premuto, premuto bene, e poi con cura, quasi accarezzandolo l'ho impanato, tenendolo sempre in mano e premendo ogni volta, per non farlo rompere e più premevo e più impanavo. Mi sono fermata, l'ho posato e l'ho guardato. Poi l'ho fritto, senza prepararne altri, non volevo fare una fatica inutile.
Ebbene.
Era lui.
L'Arancino.
Perfetto. Dorato. Buonissimo.
Entusiasta ho ricominciato a compattare palle da tennis, a friggerle, e nel frattempo a grattugiare il pane, perchè, nel mio solito caos, il pan grattato non era sufficiente, allora da una parte friggevo, dall'altra grattugiavo il pane a tutta velocità, rimettevo a posto il bimby, e ricominciavo a bagnarmi le mani, a formare gli arancini e a friggere.
Sempre colta dal mio solito entusiasmo di quando mi riesce qualcosa esattamente come avrebbe dovuto, ne ho portato uno ancora caldo a Nicola affinchè assaggiasse, e mentre affannata gli spiegavo " Nì non puoi capire quanto sono contenta. E' tecnicamente perfetto, è venuto esattamente come quello che ho visto fare al Gambero Rosso Channel, tu non sai..." e lui con l'atteggiamento tipico di chi mastica una cosa buona ma bollente, mi ha risposto " ti assicuroohh che lo capiscoohh ... lo capiscooh!".
Buoni. Davvero Buoni!

07 febbraio 2009

La pizza promessa!

Oggi è sabato e alla piccola proprio non va giù l'idea dell'obbligo scolastico, soprattutto pensando al fatto che il piccolino gode del sabato "fascista" (l'unica cosa fascista ammessa in questa casa!) e lo passa e in pigiama a giocare alla playstation con il padre!
E allora, per convincerla, si fanno le promesse! O di regalini o di golosità. E oggi di golosità trattasi!
La mia piccola adora la pizza di carne e quindi, dal momento che, ultimamente è un po' troppo pallidina, è quello che le farò.
La massa già cresce da un'ora, ho comprato tutto l'occorrente, e tra poco sarà pronta.
La pizza di carne io la faccio così:
300 g di carne tritata
4 cucchiai di parmigiano
cipolla
sale
70 g circa di formaggio morbido tipo caciotta
e a scelta, o qualche cucchiaio di besciamella fatta in casa, o della ricotta, per rendere morbido l'impasto e legarlo meglio.
La ricetta della massa è quella solita.
SI fa rosolare la carne tritata in olio extravergine d'oliva e cipolla, la si tira con un mezzo bicchiere di vino di buona qualità, e un volta cotta, a fuoco spento si aggiungono il parmigiano la besciamella o la ricotta, un paio di cucchiai, non troppa, la caciotta, meglio se grattugiata con una grattugia a fori larghi, così si scioglierà completamente e renderà il composto più morbido e gustoso.
Si stende la pasta piuttosto sottile, mezzo centimetro anche meno di spessore, si riempie del composto, appena intiepidito, e la si copre con un altro disco di pasta. Qualche buco con i rebbi della forchetta sulla superficie oliata e si inforna a 220° per una mezz'oretta ed è pronta!
Siccome qui si cucina, ma ogni menu ha al massimo due estimatori, gli altri si rifiutano anche solo di assaggiare, per Giuseppe farò, quindi, la pizza rustica, a base di ricotta, prosciutto cotto e mozzarella, ma ve ne parlerò domani!

04 febbraio 2009

Mazzancolle con crumble mediterraneo

Oggi sono andata dal mio pescivendolo preferito e ho trovato della splendide mazzancolle, e subito le ho comprate!
Tornata a casa ho preso del pan grattato, limone, olio e prezzemolo, ne ho fatto un crumble e ci ho immerso le mazzacolle completamente pulite ed eviscerate.
Pirofila, olio e grill per pochissimi minuti!
ottime!

03 febbraio 2009

(Dis)Ordine Universale

Ci sono le persone ordinate.
Ci sono le persone disordinate.
E poi ci sono io!
Io credo di essere molto più che disordinata.
Io non solo SONO disordinata, io mi SENTO disordinata.
Oggi ho visto una ragazza (oddio, forse dopo i 35 ragazza non va più!!) insomma l'ho vista. Non la conosco, ma la incontro da tantissimi anni. E' alta, bella, ma sopratutto dà l'idea di essere sempre perfettamente in ordine, che tutto quello che la circonda sia perfettamente in ordine. Io non mi sento in ordine nemmeno quando sono in ordine. Lei da l'idea di essere una che si alza con i capelli in ordine, la casa in ordine, perfino il letto, secondo me, è in ordine dopo che ci ha dormito lei!!
Io sono sempre in disordine, anche quando non è vero.
Giuro che mi lavo e mi vesto in maniera ordinata tutte le mattine, ma io mi ci sento così. E' un modo di essere, un po' come quelli che sono stati in sovrappeso e si sentono in sovrappeso anche quando pesano 30 chili.
La mia cucina è il mio specchio, c'è sempre qualche tazza di caffè da lavare e bottiglie vuote da riciclare!
Il mio modo di cucinare è disordinato, c'è un tale caos quando cucino, che quando mia madre mi vede mi rimprovera esattamente come faceva quando avevo 5 anni ("ma come fai a cucinare così????"). E capita facilmente che si mangi prima il secondo e dopo il primo!!
Ma è anche ill modo che mi permette di creare, di pensare.
Ma ovviamente non sono contenta.
La cosa che mi rimprovera di più mio marito, e gli fa eco mia madre, è che io lavo moltissimo questa casa, noi non usiamo le scarpe, il pavimento è sempre pulito, ma l'ordine è un'altra cosa.
Mi piacerebbe avere una casa sempre perfettamente in ordine...certo sarebbe più facile se i piccoli imparassero (da chi?) ad essere più ordinati e a non svestirsi nell'ingresso seminando vestiti e cartelle come pollicino faceva con le briciole di pane, se evitassero di riempire la casa di briciole e giocattoli! O, peggio, di coriandoli!!!
E poi esercito la memoria: provate voi a ricordare perfettamente qual è il posto di ogni cosa, se nessuna cosa è al proprio posto!!!!

27 dicembre 2008

Omertà!

Negare sempre! Negare Tutto!
Questa è la prima regola alimentare di questa casa!
L'ho imparato sin da piccola!
"Ma c'è il formaggio?", chiedeva ignaro il mio povero fratello, "NOO"! mentiva spudorata mia madre! E parmigiano dappertutto!!
E così, ho imparato, che se temi che qualche indispensabile valore nutritivo sia carente nella dieta dei tuoi figli, forse, è meglio dire qualche piccola farfanteria (come direbbe il mio amato Andrea Camilleri!).
E se proprio non vogliamo peccare di falsità, pecchiamo almeno di omertà! E allora il "non dire", l'omissione, sarà la nostra via di salvataggio!
Perché dai sensi di colpa bisogna scappare, salvarsi, cercare di non farli parlare, perché se cominciano, è finita, vincono sempre loro. Non c'è scusa che possa salvarti!
E allora?
E allora la verdura!
Qui si mangia (leggi i piccoli) poco e male.
L'escamotage è sempre lo stesso: il camufflage, visto che ci va di parlare francese, come il mio piccolo nipotino Luca, che da quando vive in Austria, ha scelto di essere francese! (sic!)
E così, dopo i pranzi corposi degli ultimi giorni, oggi ho deciso di fare un bel brodino vegetale, e ho conservato le verdure per i piccoli.
Intanto ho cotto la loro pasta (al sugo) nel brodo, e così, qualche microgrammo di vitamine lo hanno ricevuto.
Per aggiungere qualche altro grammo o poco più ho fatto delle polpettine fritte fritte (come, invece, direbbe Roberto Benigni!) ma amalgamate con il passato di verdura, qualche cucchiaio, d'accordo, molto formaggio, per coprire, pan grattato e olio bollente, per evitare che qualche pezzettino di verdura si vedesse, o peggio, si sentisse!
Insomma, è dura la vita del mentitore, devi pensarle tutte, devi stare attenta al minimo errore, e quando tuo figlio ti chiede "mamma, ma c'è un pezzo di patata???" pronta devi rispondere "no, piccolino, sarà il pan grattato!!!"

24 dicembre 2008

Babà Natale

Ritornata dalla passeggiata delirante della vigilia di Natale, in centro, a piedi, coi piccoli, stanchi e affamati, dopo una sosta in una Gyrosteria, a mangiar feta e patatine, insalata greca e pita, con pacchi, pacchetti, buste e bustine di ogni genere (pure quella con 4 litri di latte!), dopo aver fatto piacevoli incontri, sono finalmente rientrata, ho acceso l'impastatrice e ho fatto il Babà. Ora è in forno che cresce!
Mi sembrava la cosa più simile al panettone, che si potesse fare in questa giornata natalizia.
La ricetta è quella di mia madre, e prevede 300 g di farina, 100 g di burro, 30 g di zucchero, 10 g di lievito di birra e un bicchiere di latte.
Si impasta prima il burro con lo zucchero, poi si aggiungono le uova, la farina ed infine, il lievito sciolto nel latte. Il composto deve risultare piuttosto elastico.
Lo si versa in uno stampo ben imburrato o foderato di carta forno, e si lascia raddoppiare di volume in forno spento preriscaldato a 35° per un'ora, un'ora e 1/2. Poi si riscalda il forno dapprima a 120°, e si lascia cuocere per 5 minuti circa, poi si alza la temperatura del forno a 170°, e si lascia cuocere per complessivi 30 minuti circa.
Lo si deve tenere nel forno ormai spento, e leggermente aperto, ancora 5 minuti.
Una volta raffreddato, lo si pone in un piatto da portata e lo si deve bagnare abbondantemente con una soluzione di acqua, zucchero e rum (il grado di alcol ognuno lo decida da se!) - ma perchè non provare anche il limoncello? - e si serve con panna, o, se siete temerari e non temette per il vostro girovita, anche con una splendida chantilly! La mia mamma ogni tanto accompagna la panna con la frutta fresca, ed è la versione che io amo di più.
BUONA NATALE A TUTTI!!

04 dicembre 2008

Traguardi

Arriva un momento in cui uno le cose deve cominciare a farle da solo.
Non si può continuare a rimandare di anno in anno.
Non si può cedere alla pigrizia.
Non ci si può arrendere alla propria incapacità di aspettare. Di rispettare i tempi.
Non ci si può cullare nei "ma io non ho tempo!"
Arrivati a 35 anni suonati, devi fare le tue cose.
Devi smetterla di dipendere dagli altri.
E poi l'emancipazione è libertà.
Libertà di scegliere, come, dove, quando e quanto.
Libertà di fare.
Libertà di fare le cose a TUO modo.
Libertà di alzarti un pomeriggio da un profondissimo sonno di dieci minuti, prendere la farina, l'olio e il vino e accendere l'impastatrice.
Libertà di fregarsene di prendere in mano il quaderno delle ricette e ricordare a memoria la ricetta.
Scoprire che la ricetta non è stata esattamente RICORDATA.
Caparbietà nel porvi rimedio, aggiustando le dosi, e salvare capra e cavoli.
Libertà di tirare la sfoglia sottile sottile, mentre intorno a te, i piccoli, hanno deciso di giocare e di lasciarti un po' in pace in cucina.
Libertà di fregarsene se stanno svuotando le loro stanze e stanno trasportando tutti i dvd, i peluche, le hot wheels e i gormiti, nel salone, e giocano a spingersi per casa sul carrello. Quello blu. Quello bello. Quello di Philippe Starck!
Quest'anno, non dirò a mia madre: "mamma quando mi fai le cartellate?" non entrerò in pasticceria a comprarmele, pensando che quelle che fa mia madre e che faceva mia nonna sono cento volte più buone. Quest'anno, con la ricetta della mamma, le cartellate le ho fatte io!
E visto che vino bianco in questa casa se ne compra poco...le ho impastate con il primitivo di manduria....il profumo è già inebriante!

17 novembre 2008

Che tempo che fa!


Oggi piove, pioveva ieri ed anche il giorno avanti.
Non fa freddissimo, ma di acqua ce n'è!
Con questo tempo una bella zuppa di legumi è quella che vorrei servire ai miei scolaretti tornati zuppi e infreddoliti da scuola!
Questo nella fantasia.
Nella realtà, la zuppa, ho provato a farla la settimana scorsa, con i fagioli tabacchino biologici, che una volta cotti ho passato per un terzo, ed ho continuato a cuocere in olio extravergine con aglio e speck ed ho servito con maltagliati all'uovo.
La zuppa era davvero squisita, abbiamo persino la foto (oooohhhh!).
Ai piccoli ho passato i fagioli, giacché se avessi presentato loro il piatto come Dio comanda, mi avrebbero urlato dietro qualsiasi cosa!
Si sa!
Ma ho fatto a modo loro e ho passato i fagioli, al posto dei maltagliati, ho fatto gli spaghetti spezzati, un must per loro con i legumi, e alla fine un filo d'olio crudo. Tutto inutile, Giuseppe, ha capito subito che non erano le sue lenticchie, e non ha neanche assaggiato, Sveva mi ha praticamente dato della bugiarda (ma si fanno i fagioli al posto delle lenticchie????) e nessuno ha mangiato niente!
Allora oggi, con questo tempo tipicamente inglese, ho preparato le loro lenticchie, ma devo correre a comprare gli spaghetti spezzati, che sono finiti! Altrimenti chi se li sente gli scolaretti.
Scolaretti che tanto zuppi non saranno, dal momento che è stata accettata da Sveva la variante "accompagnamento/ritiro a/da scuola con auto, ma solo ed esclusivamente se piove a dirotto".
E così oggi, mentre eravamo in macchina e all'asciutto, Peppino ha visto un signore con un ombrello raffigurante la bandiera britannica ed ha esclamato: "guarda papà un ombrello in inglese!"

26 ottobre 2008

La crisi finanziaria non esiste....

...è quello che penserete dopo aver assaggiato questi favolosi biscotti!
La ricetta l'ho trovata qui, e appena l'ho letta ho capito che non si potevano non fare!
Sono facili, si sporca poco e si cuociono in dieci minuti.
Favolosi!

13 ottobre 2008

Quiche alla barese con ispirazioni dalla Magna Graecia

E vabbè, la cucina è contaminazione, ispirazione e legame al territorio indissolubile, comunque!
Bene! Dopo questa sagra dei luoghi comuni, passiamo al pezzo forte di questo lunedì mattina con i piccoli in casa con il mal d'orecchio!
Sigrid cercava la ricetta del pesto alla trapanese e allora l'ho cercato sul libro di Ciccio Sultano.
Sfoglia che ti risfoglia ho incrociato la ricetta della pasta brisee di Ciccio Sultano.
Senza aspettare neanche un minuto l'ho preparata all'istante, sostituendo però al burro l'olio extravergine d'oliva...in un impeto di sciovinismo!
Metto a crescere la pasta e mi interrogo, tra una pagina di facebook e una ricettina per finta con i miei piccoli, su cosa aveva da mettersi in quella quiche alla barese.
La base: patate lesse.
Lo zoccolo duro: uova, panna e parmigiano.
Ma ci voleva il quid in più:
Pensa pensa pensa.
Mi ricordo di avere della scamorza affumicata, ma subito mi rendo conto della banalità del risultato e passo alla feta, che già mi sembra più interessante.
Preparo, inforno e vado.
Me la guardo e mi rendo conto che ci vorrebbe un po' di colore....realizzo che ho della rucola in frigo, ma mentre mi interrogo sulla opportunità di usarla, visto che mi sembra un po' moscia capisco tutto: le olive nere baresi da friggere!
Già me la immagino con le sue striature violacee...e vai! In pentola a fuoco vivace con olio buono e due pomodorini!
Cinque minuti e apro il forno per il tocco d'artista!
Voila!
Ho fatto le foto ma le posto dopo che devo correre dalla maestra di Peppe!

11 ottobre 2008

Io....bio?!

Qualche giorno fa parlavo, con una mia carissima amica, di cibi biologici.
Di come lei fosse passata al biologico, di quali fossero i vantaggi, reali e non.
Dell'opportunità di indagare, come ha fatto lei, anche nel macrobiotico.
Di quali siano i reali apporti nutrizionali che un terreno coltivato secondo le tecniche biologiche o biodinamiche possa e debba avere.
Abbiamo leggiucchiato qualche suo libro, abbiamo anche riso di qualche mio tabù (ma come si fa a mangiare tofu e seitan tutta la vita?), abbiamo evitato serate imbarazzanti (ti prego non farmi la zuppa di miso domani sera!).
Visitato siti "biologici".
E alla fine tutte e due eravamo concordi sulla opportunità di passare a quella scelta.
E di quanto tutto questo fosse legato al fatto che tutte e due abbiamo una famiglia da nutrire nel miglior modo possibile.
Mi ha anche informato sull'esistenza di un Gruppo di Acquisto Solidale biologico nella nostra città.
Abbiamo deciso di fare la spesa biologica insieme.
Abbiamo anche valutato la eventualità di ridurre il consumo di carne rossa ed evitare le carni bianche non biologiche (scelta da me già sposata), considerato l'impatto ambientale, e ormonale, che le stesse hanno.
E concluso che quella di mangiare esclusivamente cibi biologici, alla fine dei conti sia una vera e propria una scelta di vita.
Ieri sera sono stata colta da una irrefrenabile voglia di pizza, mentre ero al telefono con la signorina della pizzeria, ordino due margherite per i piccoli, una crudaiola per me, e mi rendo conto in quel momento di non aver chiesto a Nicola come la volesse, così, al volo, gli urlo "Niiii', che pizza vuoiiii?".......ci pensa e fa "ai WURSTEEEEL"!

08 ottobre 2008

Ricetta per una frittata felice!

Per fare una frittata felice ci vogliono uova felici di galline felici!
Perché una gallina sia felice, non deve stare in una gabbia stretta stretta, non deve mangiare niente altro che semini e cereali e non quegli strani intrugli degni solo della mente malata di uno scienziato pazzo.
Quando il piatto che stai preparando lo devi dare a due piccole creaturine che stanno crescendo, di scrupoli te ne fai tanti, ed anche una frittata può diventare un dilemma.
Da questa estate io non compro più il pollo.
E le uova, se non sono OGM free e biologiche, ai piccoli non gliele faccio mangiare.
Il pollo lo compravo poco, giusto per variare un po' la dieta, ma ormai da questa estate non lo compro più, da quando un macellaio mi ha consigliato di non comprarlo, perché lui, ai bambini suoi, non glielo farebbe mangiare, per tutto quello che fanno mangiare ai polli.
Il discorso si fa serio e non voglio annoiare nessuno, però, quando so che sto dando una cosa sana ai miei piccoli, sono felice, e così oggi, quando gli ho servito la loro frittata biologica, li ho chiamati contenta come una gallina dicendo: "Piccoli, è pronta la frittata felice!!"

01 ottobre 2008

Feisbuk

sono entrata nel tunnel di facebook, e non so come disintossicarmi.....

25 settembre 2008

A ciascuno il suo

Quando Sigrid ha lanciato il concorso, ho immediatamente cominciato a cercare un ricordo.
Il Ricordo.
Ce ne erano parecchi: la crostata di mele di mia madre, le frittelle di mele di mia nonna, il risotto con i funghi, le scaloppine al limone mie adorate!
Ho anche pensato di telefonare a mia madre e chiedere a lei quale fosse quella ricetta che mi faceva, quando voleva farmi un regalo speciale.
Ma, tra i compiti e le crisi di rigetto scolastico della mia piccolina, non sono riuscita a farlo.
In verità quella telefonata non l'ho fatta volutamente, perchè sapevo che la ricetta, il ricordo, mi sarebbero saltati in mente quando meno me lo aspettassi.
Ed ho aspettato.
E così, all'improvviso, è arrivata, da sola, inaspettatamente.
Al primo morso.
Proust ha sicuramente provato qualcosa di simile con le sue Madeleinettes.
Ho addentato il panino, e il sapore mi è esploso in bocca, come i ricordi nella mia testa.
Erano anni che, ogni estate, facevo la solita telefonata, anzi due, una a mia nonna e una a mia madre. Affinchè la seconda mi spiegasse meglio il procedimento. Ma non l'ho mai scritto, nè memorizzato. E quindi non le ho mai fatte.
Eppure.
Eppure sono una delle cose che più preferisco al mondo.
Per la dolcezza e l'acidità che sprigionano nello stesso boccone.
Per i sapori, così tipici del Mediterraneo.
L'olio, che deve essere supremo.
Il prezzemolo, freschissimo.
L'aglio, superbo.
E questa spesso era la mia merenda, per me che, sin da piccola, sono stata golosa di piatti salati, amante dei sapori forti.
Ne ho sempre mangiate a vagonate, quasi mai per fame, quasi sempre per gola.
Il procedimento richiede esperienza. Devi averlo visto fare tante volte e con attenzione. Io ricordo benissimo le pentole piene d'acqua sui vasetti all'ingiù, per comprimerle bene. E mi sono sempre chiesta, per quale bizzarra legge fisica non cadessero!
Ma, non so perchè, non mi decido a provarci.
Ieri ho pregato mia madre di farmene un vasetto.
Oggi me lo ha portato, e non ho pensato ad altro se non al momento in cui avrei aperto quel vasetto per godere di quel ben di Dio!
Ebbene, oggi pomeriggio, l'ho aperto, ne ho preso una fettina, l'ho appoggiata su una fetta di pane e ho addentato...mi sono ricordata tutto. Tutto in un momento. Ma più di tutte, l'attesa. L'inspiegabile, per me, attesa. "Se vuoi che siano saporite devi aspettare..." mi diceva mia madre, ed io, invece, non riuscivo ad aspettare un solo minuto.
Nemmeno a Tantalo avrebbero mai potuto chiedere un tale sacrificio, un così ingiusto supplizio.
Neanche oggi ho aspettato.
Ed erano buonissime!
Insomma: a Proust le Madeleinettes, a me, le melanzane sott'olio!

18 settembre 2008

Bittersweet chocolate cookies

Ieri con i miei piccoli cuochi ho provato a fare per la prima volta i cookies.
La ricetta prevedeva le gocce di cioccolato, ma io non avevo tracce di cioccolato in casa, avendo avuto un caldo insopportabile fino a due giorni fa.
Da due giorni, invece, ho messo le coperte ai letti di tutta la famiglia, poichè è arrivato il freddo, anche se non vedo l'ora di mettere il piumino e raggomitolarmici dentro.
Con la casa grande ora, avere freddo la notte è un bel problema, mentre prima, con i piccoli intorno era facile mettere tutti al caldo, ora, non appena mi sveglio perchè avverto un po' freddo, mi alzo e vado dai piccoli a coprirli per bene... lo so che lo fanno tutte le mamme del mondo, ma che volete!!
In più oggi sono ravvreddadissima!
Tornando dal mio solito volo pindarico ieri ho vagato un po' in rete, e dopo un po' di ricerca sono approdata qui e li abbiamo infornati dopo poco!
Davvero buoni!
E stamattina, in cartella!

09 settembre 2008

Nata ieri

Domani è il primo giorno di scuola, e Sveva comincia la prima elementare!!
Io non sono pronta!

03 settembre 2008

Interrogativi

Grazie al cielo posso dire di non essere brutta.
Anzi!
15 kg fa si giravano a guardarmi per strada, non è per vantarmi.
Ma adesso ho 15 kg di più rispetto a quando avevo 16 anni.
Ok, siamo seri e realisti, ne ho 7/8 in più di quando avevo 25/27 anni.
Comunque io voglio sapere.
Qualcuno mi spieghi perchè!?
Che cosa accade?
Perchè? Perchè? Perché?
Perchè quando io sto in casa per più di dieci minuti, mi trasformo in un cesso inguardabile??
I capelli mi "fanno fastidio", come dicono Sveva e Giuseppe, e allora li lego.
Ma ho voluto il ciuffo.
E allora escono, volano, si inerpicano da tutte le parti.
E poi mia madre.
Non so bene perchè, ma mia madre mi regala camicie da notte per quando devo andare a dormire in villa da mia suocera.
Con un criterio, che mi è taciuto, ma lo immagino lo stesso.
Dal momento che non te ne puoi andare ancheggiando in baby doll di seta innanzi ai tuoi suoceri, ecco queste castissime camicine da notte.
Antistupro le chiama Nicola!
E non ha tutti i torti!
Per carità, sono di ottima marca, costano anche parecchio, ma non mi si può vedere!
Una è con i pescetti e le stelle di mare.
Un'altra è a righe orizzontali (sottolineo, orizzontali) bianche e fucsia.
Un'altra ancora, bellissima, ma diciamo che non mi dona, è rosa, con un fiore, forse intagliato, non saprei, ma lunga fino ad oltre il ginocchio.
Ho paura che un giorno, Nicola, che è la persona più distratta che io conosca, (per capirci: apre la portiera della macchina con le chiavi e, una volta in macchina impazzisce per cercare le chiavi, che ha ovviamente lasciato attaccate alla portiera, e, quando esce e deve chiudere la macchina non le trova, perchè le ha lasciate attaccate al quadro. Con la macchina accesa!) Bene io ho ben da temere che quest'uomo, un giorno, uscendo di casa per andare a lavorare, salutandomi, mi prenda per il ciuffo e mi butti distrattamente in un cassonetto insieme alla spazzatura!
Ed io, invece, a volte, sogno di essere come Audrey Hepburn, e girare per casa con vestaglie bianche di seta lunghe fino ai piedi, fumando sigarette lunghissime, e sorseggiando un drink la sera fino a tardi.
Ma poi mi sveglio, mi ricordo che ho smesso di fumare (un'altra volta!) e mi rendo conto che non potrei mai.
Che ho due figli e che sarebbero continuamente sporche di sugo e di nesquik o, peggio, buttate nel cestone per mesi perchè non avrei mai il tempo di lavarle, A MANO, e stirarle.
Oppure ci sono giorni, come stamattina, in cui, come in trance passo davanti ad un negozio di intimo, entro e mi compro una camicia da notte da urlo.
E poi.
Perchè mio marito non è mai contento (sto cambiando argomento!).
E' ossessionato da questa storia.
Le cose stanno così.
Stamattina son uscita con i bambini a comprare i grembiulini per la scuola.
Mia madre mi ha raggiunta all'una con una teglia di cannelloni ripieni, che tanto piacciono a Sveva.
Sapendo di non dover cucinare, non so perchè, non ho fatto la spesa, e sono rientrata.
Quando ho portato a tavola il piatto per Nicola, con 12 cannelloni, lui mi ha guardata un po' in imbarazzo, dicendomi che mai avrebbe potuto finirli, ma io l'ho incenerito con un "non c'è secondo!". Ed è finita lì.
Poi, però, alzandosi da tavola mi ha fatto una proposta.
Dicendo "ma che ne dici, per celebrare l'estate che è ormai finita, sono tornato a lavorare e tra poco comincia la scuola, almeno una volta, solo una, lo fai un piatto estivo?"

02 settembre 2008

Anniversario

Una mia amica è stata a Lipari. Natura meravigliosa, la presenza del vulcano, che ti placa e ti da serenità...mmh...allora si potrebbe andare a Lipari... il mare, il sole, il vulcano, il pesce, gli involtini di melanzana...

Mio fratello va a vivere in Austria.....mmmh allora si va in montagna: i boschi, l'aria buona, le passeggiate, le frittelle di mele...

Barcellona. Mai vista!

La Grecia. Per me si dovrebbe vivere in Grecia almeno sei mesi all'anno, ed io non ci vado dal 1998.

Abbiamo incontrato un'amica che ha un trullo a Cisternino. E' dall'anno scorso che voglio fittare un trullo....Cisternino è semplicemente meravigliosa, la campagna, il mare a due passi, l'aria, la libertà...

E Roma? dove la metti? non vado a Roma da 7 anni.

Troppi.

Nì, che mi regali per i nostri 8 anni di matrimonio??

29 agosto 2008

High and low

In questa famiglia di iperattivi, il mio essere bradipo mattutino non viene in alcun modo compreso e rispettato.
Io, la mattina, non so bene nemmeno come mi chiamo e perchè sono qui.
E' ovviamente una questione di pressione bassa che la mattina non mi da tregua. Non svengo, non mi accascio, ma ho bisogno dei miei tempi.
Sia chiaro che la prima cosa che faccio, sia pure ad occhi chiusi, è preparare la colazione ai piccoli. La caffettiera è pronta già dalla sera, perchè anche solo fare il caffè è uno sforzo inaudito per me. Ma se c'è un antibiotico da dare mi metto la sveglia e faccio la brava mamma, salvo ributtarmi sul letto appena possibile.
E invece.
E invece qui è un susseguirsi di "mamma guarda, mamma vieni a cucire con me, mamma guarda come faccio rotear...aspetta: mamma guarda come faccio roteare la pall...uffa! mamma guarda come faccio roteare la palla sul dito, l'ho visto fare ad un tizio in tv che lo sa fare per 20 ore su 24!".
Per non parlare di mio marito che non appena mi vede un po' più addormentata. come stamattina, avendo io stanotte combattuto con milioni di zanzare ba****de, mi ripete in continuazione la scaletta della giornata:;" allora qui bisogna organizzarsi, prima si fa questo altrimenti non si capisce più niente, poi bisogna fare quest'altro, e non ti dimenticare di fare la polvere, sai quanti veleni si annidano nella polvere?! Ho letto un rapporto di Greenpeace da far impallidire...!"
Non ce la faccio, oggi non ce la faccio!!
Anzi, ora scrivo un post, così mi do un tono!

28 agosto 2008

Identità e futuro

Essere madri significa lasciare a 4 pagine dalla fine l'ultimo libro di Banana Yoshimoto per andare a cucire vestiti per le barbie!
Scoprire che si è capaci si cucire pur non avendolo mai fatto, nè visto fare con attenzione.
Mia nonna da giovane era una sarta, sa cucire, fa i vestiti, ma non l'ho mai seguita, non mi ha mai interessato cucire.
So mettere i bottoni, ma non so fare gli orli ai pantaloni, rammendare è un termine del tutto inappropriato per quanto mi riguarda.
Ma creare un vestito è un'altra cosa.
E' ovvio che le cuciture sono orrende, ma so nasconderle abbastanza bene e devo dire che mi piace parecchio...ho creato in due giorni, un poncho, un abito con drappeggio, un top all'americana e un abito da sposa, più vari tubini e gonne, che sono la cosa più semplice, ammettiamolo pure!
Abbiamo anche fatto sfoggio delle nostre creazioni mostrandole con orgoglio a Nicola, che dinanzi a cotanta bravura ha detto che scriverà alla Nike per farci cucire i palloni!

27 agosto 2008

Iodio

Vedrai, con il mare i bambini quest'inverno non si ammaleranno mai.
Lo iodio fa benissimo ai bambini!!
Questa frase se la sono sentita dire tutte le mamme, future mamme ed aspiranti tali, ogni primavera, da tutti i nonni, zii, veri ed acquisiti, parenti stretti e non, passanti e ignoti assoluti.
La variante invernale è "metti il cappello al bambino, che tira vento!" (vero Pilar?)
E' un monito, nel mio caso una minaccia: porta i bambini a mare che gli fa bene!
Che i bimbi al mare passino i momenti più divertenti della loro vita, lo so. Anche a me piaceva molto, ma da piccola. Oggi, da mamma, è un lavoro di fatica portare i bimbi al mare, con la borsa dei teli, quella dei giochi, l'ombrellone, la sedia, i capricci, dei bambini e degli adulti, la doccia, lo shampoo, lelenticchienonlevoglio etc. etc..
Ebbene, al mare, i bimbi, li abbiamo portati.
Gli abbiamo fatto fare tutti i bagni che volevano, anche dopo la colazione e la merenda.
Per tre settimane.
E' arrivato il maestrale e abbiamo fatto due gitarelle.
Poi siamo tornati per finire le nostre vacanze in città.
Perché la città vuota in agosto ha il suo fascino.
Perchè con Nicola in ferie si possono fare, e magari, non fare, cose diverse.
Perché dormire nello stesso letto non diventi una eventualità.
Perchè abbiamo da fare ancora tante cose per la casa nuova...
...ma all'ennesimo colpo di tosse e dinanzi alla febbre di Sveva non ho potuto non chiamare la dottoressa.
Risultato:
Sveva ha la bronchite.
Giuseppe la broncopolmonite.
Ma, per fortuna, c'è lo iodio!!

25 agosto 2008

Per fortuna poi arriva il maestrale....

....e la spiaggia non diventa l'unico obiettivo della mattina, mentre quello del pomeriggio è il parco giochi, dove passi ore a spingere DUE bambini sulla altalena e ore a farli scendere per far posto ad altri.
C'è troppo vento! Ci si dice, la tosse non passerà mai! E allora ci si mette in macchina e si va senza sapere dove, la meta la decide il mal di pancia di Giuseppe, insofferente alla macchina! Ha cominciato a lamentarsi sulle colline di Cisternino, volevamo arrivare a Locorotondo, ma va bene così! Noi adoriamo Cisternino, ci siamo sposati perfino, lì!
Abbiamo comprato lanterne, mangiato gelato e torte, sognato un trullo e fatto molte foto, stavamo entrando in un ristorante, quando Giuseppe ha detto che doveva fare la cacca....e siamo tornati!

25 luglio 2008

Sempre, sempre, sempre....



...pasta, in questa casa si mangia sempre pasta!
Ma tu eri assente quando spiegavano i piatti estivi?
Questo mi diceva ieri mio marito davanti ad un piatto di pasta e... fagioli!
Non dite niente, io ho due figli e i legumi glieli devo dare anche d'estate.
E comunque pioveva a dirotto.
E faceva freddo.
Ma quello che lui non dice è, che io, i fagioli, li avevo resi estivi, infatti dopo aver cotto i fagioli, varietà bianchi e piccoli, avevo messo in padella un po' di olio extravergine di oliva, un aglio schiacciato, pomodorini ciliegina e tanto basilico fresco profumatissimo, e li avevo fatti saltare e profumare, ed erano venuti buonissimi.....
ma secondo voi, i miei figli che non assaggiano niente, da chi hanno preso?
Di chi è il DNA?
I geni non mentono.
Risultato? nessuno ha assaggiato niente!
Io inseguivo i piccoli assaggiando e dicendo "ma è buonissimo!" e quelli, vedendo il piatto ( i fagioli erano ovviamente passati, perchè qui i legumi interi non li mangia nessuno, manco le lenticchie mignon!) che ribattevano: "no, non è pasta e ceci (nome univoco per tutte le varietà di legumi, perchè se cambia il nome non mangiano! Giuro!) è pasta al sugo rosso (vi dirò un giorno dell'esistenza del sugo verde!)!" Ed io sempre più disperata "ma a voi piace il sugo rosso, dov'è eventualmente il problema?!"
Alla fine, arresa, ho passato i fagioli conditi solo con olio e sale e Sveva ha mangiato tutto, Peppe non mi ha degnata di un filo di attenzione.
Il discorso di mio marito, continuava così: "...pasta, pasta, mai una bruschetta!"
Eccola!
Si prende dell'ottimo pane di Altamura, e lo si taglia a fette spesse un centimetro, o poco più. Si prende una melanzana, la si lava, la si taglia a fette sottili, magari in un piattino mettete poco olio extravergine e sale e con la mano unta sporcate leggermente le fette di melanzana prima di grigliarle su una piastra di ghisa caldissima, poi grigliate anche il pane.
Quando il pane è ancora caldo strofinate sulle bruschette uno spicchio di aglio e ponete in un piatto da portata. Le melanzane vanno poi tagliate grossolanamente e pestate altrettanto grossolanamente in un mortaio con poco olio e sale.
Con un cucchiaio condite le bruschette con il pesto di melanzane, aggiungete la feta, del prezzemolo fresco, se vi piace anche del peperoncino fresco, olio e sale. Secondo me i pinoli tostati sopra ci stanno da Dio, ma io non ne avevo (di commestibili!).
Il fotografo non collabora, ma ci sono anche delle fantastiche immagini!!

14 luglio 2008

Tana "Libero" tutti!

Ieri siamo stati invitati ad una festa di un amichetto dei piccoli.
Ci voleva proprio: aria buona, bimbi felici e mamme e papà rilassati. E' stato tutto bello, catering stupendo, e l'atmosfera davvero serena e piacevole.
I pini, gli ulivi, la vista meravigliosa e tante persone della tua età con cui scambiare quattro chiacchiere.
E' stato bello anche sudare come un muratore sotto il sole per montare un tappetino elastico, smontarlo, riprovarci e poi rinunciare per evitare di chiedere cose tipo "scusa dov'è la doccia, e se per favore hai un vestitino frufru come questo, di ricambio, perchè il mio è da strizzare!".
E' stato bello fare finalmente la pace con il maritino dopo qualche giorno di maretta.
E' stato carino anche cercare la strada per arrivare alla villa, ovviamente dispersa nella campagna pugliese, e non sbagliare, quasi del tutto, strada!
Piacevole è stata persino quella palla pazza - di quelle che trovi al supermercato ai distributori, quelle che devi comprare per forza ai tuoi figli, oramai insopportabili, dopo aver tentato di fare la spesa con loro sforzandoti di comportarti, comunque, da persona civile, e, soprattutto, dopo il passaggio alla cassa, fatto solo di "fai vedere al signore quello che hai preso, che lo devo pagare, dai che se non lo passa dalla cassa non lo posso pagare, non ti allontanare, no! un chilo di cioccolato kinder a luglio non si può comprare, lascia stare, vieni qua, quanto pago?" - parata dalla mia testa e non dal racchettone!
Stare tanto bene che anche le zanzare decidono che per quella sera tu non esisti, e soprattutto, non esistono i tuoi figli!
Assaggiare il crodino per la prima volta a 35 anni e fare le degustazioni per vedere se è più buono del sanbittèr, e constatare che, in effetti, è più buono il sanbittèr!
Smettere di bere crodino e sanbittèr per evitare che ti chiedano se è vero che aspetti il terzo figlio.
Constatare che è vero che il crodino e il sanbittèr provocano più dipendenza delle sigarette.
Conoscere nuove persone simpatiche e scoprire che abitano a dieci metri dalla tua nuova casa!
Bimbi che giocano senza mai litigare.
I tuoi figli, che come al solito, alle feste, si e no mangiano la torta, perchè, per loro, un panino al prosciutto, pomodoro e rucola, è troppo esotico e distante dai loro gusti culinari!
Ma la cosa più bella di una festa di bambini è come un telecomando possa trasformarsi in un "topomatto"!

10 luglio 2008

C'è qualcosa di nuovo nella rete: Il Bloggatore!

E' nato il bloggatore, un nuovo aggregatore di blog di cucina, che per noi golosi è come il miele!

In realtà, si tratta - come si legge nel loro sito - di un aggregatore di feed on line, orientato in origine a tutti quei blog che trattavano argomenti legati al mondo dell’informatica! L’obiettivo fondamentale, inizialmente, era la divulgazione e la diffusione di informazioni utili per gli appassionati di informatica! Per coloro che vogliano vedere “Il Bloggatore” nella sua veste originaria, è disponibile il seguente link: http://www.ilbloggatore.com.

Successivamente, considerato il successo nel mondo dei blog informatici e l’enorme utilità di un servizio come questo, anche in altri contesti, è stato creato un nuovo spazio, dedicato esclusivamente alla cucina, disponibile in queste pagine.

In particolare, un aggregatore di feed on line come “Il Bloggatore” consente di aumentare la visibilità dei blog che vi sono iscritti, consentendo a tutti coloro che possiedono dei propri blog di avere a disposizione una sorta di “finestra virtuale” grazie alla quale entrare maggiormente in contatto con chi vuole leggere le notizie pubblicate al loro interno.

Visitatevillo!!!!!

L'apprendista stregona

Sono stata qui e qui e ho avuto la conferma di aver avvelenato la mia famiglia, me compresa, per anni e di aver fatto per altrettanti anni l'errore più comune di che cerca di far qualcosa di più pulito...(come si legge nella postilla per apprendisti stregoni!).

08 luglio 2008

La cialda

Se c'è una cosa che per me significa estate, più di qualsiasi altra cosa, più dell'anguria e dei percochi (le pesche locali!), questa è la cialda.
Come la fa mia madre, come la fa mia nonna e come, inevitabilmente, la faccio io.
La "nostra" cialda è un'insalata estiva, che si fa con verdura tipicamente estiva, tipicamente locale e particolarmente buona.
Si fanno bollire le patate intere e con la buccia in una pentola e i fagiolini in un'altra pentola, guai a fare le cose rapidamente e pulire le patate, tagliarle e farle bollire con i fagiolini, come talvolta qualcuno ha provato a fare (mamma, non lo fare più!) si commette peccato mortale! Perchè le patate, una volta bollite e private della buccia ancora calde, non vanno tagliate con il coltello, ma vanno schiacciate con le mani, al massimo con una forchetta, meglio se di legno. Non sono una fanatica, ma le cose cambiano come il giorno e la notte. La lama del coltello aggredisce le patate e le rovina, non riescono più a fare uscire il loro fantastico amido che avvolge i pomodori e i fagiolini e li rende irresistibili!
Poi si puliscono un barattiere, e pomodori da insalata, quelli piccoli, estivi, dolcissimi.
Una cipolla rossa di Acquaviva, o di Tropea se proprio vogliamo fare una concessione alla localizzazione, si taglia ad anelli per finire il piatto.
D'obbligo salare man mano che si compone il piatto, prima patate e fagiolini, sale ed olio extravergine, poi i pomodori, il barattiere, il basilico ed infine la cipolla.
Un segreto, o meglio, un passo obbligato, è quello di prepararla con ore di anticipo, solo così i sapori si sprigioneranno nel migliore dei modi e potrete assaporare uno dei piatti migliori al mondo, almeno secondo me.
Un mio personale applauso virtuale va a quella signora, che venerdì mattina, sulla spiaggia libera di "Pane e Pomodoro", non si è portata la pasta la forno, o l'insalata di riso, o il panino o la focaccia, come la maggior parte dei bagnanti, o i taralli come quella tristona della sottoscritta, ma ha portato la cialda, con tanto di cipolla!
In quel momento, con "la fame del mare" ne avrei gradito volentieri un piatto colmo, accompagnato da ottimo pane di Altamura, e perchè no, una bella birra fresca!!

02 luglio 2008

Ravioli con pesto di melanzane, gamberetti e basilico

Qualche giorno, fa colta da una specie di raptus, mi sono recata in cucina, ho svuotato il frigo e ho partorito questa cosa:
Ravioli fatti in casa con pesto di melanzana e gamberetti! I gamberetti, interi!!
Ho preso le uova e la farina, ed anche se la farina una volta pesata ha disgraziatamente deciso di presentarsi in soli pochissimi e tristissimi 50 gr (ahh se si sente la mancanza del servizio a domicilio del mitico sig. Cassano!!), non mi sono tirata indietro, la macchina per la pasta, ormai, l'avevo già montata!!
E allora decido che sarà solo un esperimento, e poi ci saranno le quantità giuste. E così divido l'uovo ed uso solo un tuorlo con i miei 50 gr di farina. Impasto, ma ci vuole altro liquido, così aggiungo un po' di albume....ma ne cade un po' di più.... ahh... uscire con i due piccoli e tornare a casa in cinque minuti è semplicemente impossibile, allora chiamo mia suocera, oramai mia dirimpettaia, ma niente, non c'è...ma io non rinuncio, ci penso un po' e capisco che l'unica cosa che assomigli alla farina, e che non sia lo zucchero, in casa mia, è il pangrattato e così lo agguanto al volo e finisco di impastare!
Metto a riposare la pasta all'uovo similpassatelli così ottenuta e salto in padella i miei gamberetti con uno spicchio d'aglio e poco olio. In un'altra padella faccio rosolare le melanzane tagliate a tocchetti con due spicchi di aglio e poco olio extravergine. A metà cottura aggiungo dei pomodorini ciliegina e faccio saltare a fuoco vivace per qualche minuto. Dopo una mezz'ora tiro la pasta e la riempio con una parte delle melanzane tritate grossolanamente con il minipimer, uno o due gamberetti saltati e una bella foglia di basilico fresco. Formati i ravioli con maestria da massaia modenese, li ho tuffati in acqua bollente salata per qualche minuto e li ho conditi con il sugo di melanzane e pomodorini e foglie di basilico fresco.
Li proverò con la vera pasta all'uovo, ma già così, ci sono piaciuti!!
Abbiamo persino la foto....ma non viene caricata, argh!

12 giugno 2008

Il Giorno del Giudizio

Oggi non posso scappare, non più.
Devo affrontarlo.
E’ sempre lui: il bucato.
Il mio rapporto con il bucato è pessimo.
Non posso più rimandare.
Ne ho uno da ritirare, uno da stendere, un paio da stirare e non so quanti da lavare.
E poi c’è il cestone.
Non è un cestone, è una collina, ormai.
Ne sono convinta: lì dentro accadano cose strane.
La roba sporca?
Secondo me la roba sporca fa le cose sporche, i calzini sporchi, sono degli sporcaccioni, lì ci si riproduce, è certo.
E non solo nella maniera consueta, lì le stanno provando tutte, anche la gemmazione, la partenogenesi e la talèa!
Ordine?! Ordinee??!
Io sono la negazione dell’ordine.
Nel senso che NON metto a posto!
Non mi piace, non fa parte di me.
Ma lo faccio, sempre, continuamente.
Il problema è che quando io ho finito di riordinare ci sono sempre due monelli pronti a mandare tutto in fumo: chi sbriciola crackers per terra, solitamente Giuseppe, o chi decide che è arrivato il momento di colorare, Sveva, e sparge decine di fogli per terra e colori di ogni genere, acquerelli, a spirito, a cera.
E i pastelli, che vengono temperati, diciamo così, en plain air!
E poichè è molto brava e non voglio bloccare la sua vena artistica, non posso mica mettermi lì a sbraitare come una iena, ogni volta!
E poi, bisogna ammetterlo, si percepisce a naso che il lavoro non è fatto con passione e, dunque, è fatto male!
La legge del contrappasso, mi ha assegnato ad un uomo che, invece, non riesce a vivere nel disordine, pur essendo anche lui, in alcune cose, MOLTO disordinato, e che, appena può, pur dicendomene di tutti i colori e trasformandosi nell'uomo più insopportabile che mi sia mai capitato di incontrare, mette a posto.

09 giugno 2008

Toy Story

Sono entrata nella camera di Giuseppe, dove i piccoli stanno giocando, e l’occhio m’è caduto sul limone, quello con le ruote, ovviamente, e ho notato una cosa strana.
Era lo scolapasta con dentro tutti i binari del trenino di legno.
Non ho controllato, ma penso che ci fossero anche i vagoni!

05 giugno 2008

Insalata di asparagi, fagiolini, uova sode e arance

Tanto tanto tempo fa mi ero inventata questa ricettina davvero buona.
Con l'inizio della primavera e i primi asparagi e i fagiolini a 10 euro, mi era venuta in mente questa idea: condire gli asparagi con l'olio ed il succo d'arancia.
Un successo!
Allora una mattina mi misi a pulir verdure e a cuocerle, e a cuocere le uova sode, e visto che i piccoli, non ricordo perchè, avevano marinato la scuola, decisi di insegnargli a pulire le uova sode, ma di qui ad assaggiarle.....
Da quella mattina ogni volta che devo pulire un uovo sodo non posso che chiamare i miei fidi assistenti.
Tornando alla ricetta, si procede così:
fatti bollire in pentole diverse asparagi, fagiolini e uova, si lasciano raffreddare velocemente in acqua e ghiaccio, per preservarne il verde vivo, e poi si uniscono in una boule, insieme a fettine di un'arancia tagliata a vivo e si condisce con olio extravergine di oliva e il succo di un'arancia (spremete ciò che vi rimane dell'arancia tagliata a vivo e non butterete via nulla!).
Il risultato è ottimo.
Le foto non ci sono perchè quel pazzo di mio marito le ha perse.
E non chiedetemi come sia possibile perdere una foto digitale, perchè, A PARTE CANCELLARLA CON IL TASTO DELETE, NON C'E' ALTRA POSSIBILITA'!
A buon fotografo, poche parole!

E' bello averti qui!!

Finalmente l'ADSL!

Assasin’s Creed

Mi accorgo, sempre più spesso, di quanto, dare da mangiare a dei bambini, equivalga a ricaricargli le batterie. Parlo di una semplice cena a base di pasta al sugo con polpettine e spremuta d’arancia senza zucchero.
Si sono scatenati!
Dopo uno dei nostri soliti sabati passati fuori a pranzo, a mangiar quello che i bimbi adorano di più al mondo dopo il gelato e la cioccolata: pizza, patatine fritte e gelato!
Dopo la nostra passeggiatina a piedi per mezza città, la puntatina “da Feltrinelli senza comprare niente”, (si, come no?! Abbiamo comprato “solo” un DVD. Per loro ovviamente!)
E poi al Disney Store, Peppe ci si è catapultato dentro....e menomale che avevo l’ultimo buono regalo del compleanno di Sveva.... erano praticamente a pezzi.
Tornati a casa a piedi, con Peppe sempre in braccio a me, abbiamo giocato con la plastilina - quella del Disney Store - tra un bucato e l’altro, si capisce, visto che Peppe, all’uscita dal Disney Store, si è avvicinato ad una panchina, ha preso un bicchiere della Coca Cola apparentemente vuoto, e l’ha scaraventato a terra, come solo i bimbi di tre anni e otto mesi sanno fare, bagnandosi, quindi, interamente di caffè (sic!).
Vista la loro stanchezza, alle sette li ho fatti cenare, sicura che si sarebbero addormentati di lì a poco, ma non appena hanno finito di mangiare, li ho dovuti rincorrere per fargli bere la spremuta, dal momento che hanno cominciato a fare letteralmente i pazzi!
Il tutto, mentre il padre stava TERMINANDO il videogioco per PS3 Assasin’s Creed!
Lo scontro finale.
E quelli lì, a farlo apposta, a corrergli davanti con palloncini e urla e risate tanto forti da non fargli capire una cippa di quello che “il Maestro” tentava di dirgli!!
E’ ancora lì adesso che si gode le ultime scene del gioco, tra un tempo e l’altro della finale di Coppa Italia, ma solo perchè, i monelli, finalmente, dormono, ed io ho un post da scrivere!

04 giugno 2008

(L’)Alice guarda i gatti....

Le famose alici di ieri sono state fritte, ed hanno avuto un gran successo!!
Mia suocera le ha fritte tutte: ai piccoli con una panatura di farina, uova e pangrattato, e per noi, invece, senza pangrattato, così i piccoli hanno gustato il loro prelibato finger food caldo caldo - come un fritto che voglia chiamarsi tale, pretende - guardandosi i cartoni e giocando con le macchinine al ritorno da scuola!!
Devo ammettere che, al di là della parentesi parcheggio, neanche troppo tragica per la verità, canticchiare in macchina con i piccoli al ritorno da scuola, è meglio che dover rincorrere Giuseppe ad ogni angolo di strada.
Mi spiego meglio.
Giuseppe, per farmi uno “scherzo”, ogni giorno, tornando a piedi da scuola si liberava dalla mia presa e correva come un pazzo sino all’angolo della strada, fermandosi solo un momento prima di attraversare, ne conseguiva un mio inutile scatto da centometrista, un infarto e la solita figura da vaiassa* che urla, inutilmente, peraltro, “FERMATI” ad una scheggia alta un metro e poco più!

*vaiassa: donna che riprende, e spesso, il proprio marito, i propri figli, parenti tutti, e molto spesso anche semplici passanti, esclusivamente urlando a squarciagola, soprattutto in spazi aperti e alla presenza di molte persone!

30 maggio 2008

Fish Market

Oggi sono andata a “conoscere” il mio nuovo pescivendolo!
Pino!
Ha un pesce di una qualità eccezionale, anche se cerca di vendertelo tutto insieme e tutto in un giorno! Oggi, a mia suocera ha piazzato una spigola da almeno 1,8 kg, 2 triglie di scoglio, e non di più solo perchè lei non ne mangia, e 1,5 kg di alici! A me invece oltre ad un’orata da 1,5 kg, mi ha piazzato 1 kg di gamberetti già sgusciati e congelati da lui: “così te li metti nel freezer e quando ti servono ce li hai già pronti, un coktail di gamberi, i cavatelli con le zucchine, ma solo i cavatelli che fa mia moglie però!”....effettivamente, oggi dopo essere passata da lui ho comprato un po’ di verdura e li ho saltati subito in una padella con i pomodorini ciliegina e i miei amatissimi peperoni verdi da friggere!
Ho lavato i pomodorini e i peperoni, i pomodori li ho tagliati a metà, mentre i peperoni ad anelli, per farli cuocere poiù facilmente e più velocemente. Li ho saltati in padella per cinque minuti, con poco olio extravergine, e, una volta ammaccati, ho aggiunto una bella manciata di gamberetti. Ho incoperchiato per pochissimi minuti in modo da scongelare velocemente i gamberetti e non cuocerli troppo e poi ho scoperchiato per consumare l’acqua. Ho salato e ho servito: davvero buoni!

28 maggio 2008

Mission: Impossible!

In una città come Bari ci sono delle cose che, forse, non si possono fare!!
Ti guardano come se fossi pazza, o, peggio, volessi fare “un’ingiustizia” a qualcuno!
Mi spiego!
Casa nuova, cucina nuova, mercato nuovo, ispirazione: parmigiana di melanzane!
Faccio la spesa, torno a casa, pulisco le melanzane e le friggo. Arrivata al punto di cambiare l’olio nella padella lo trasferisco in una brocca di vetro, per non rovinare i tubi nuovi nuovi del lavabo della cucina. Mi fermo, ci penso un millesimo di secondo e decido che quell’olio s’ha da smaltire con gli oli usati!
Così raccolgo anche il successivo, lo faccio raffreddare, lo trasferisco in una bottiglia di plastica e aspetto.
Aspetto il pomeriggio, devo portare i bimbi ad una festa, la macchina è parcheggiata accanto al benzinaio: Bingo!
Mi reco dal benzinaio trascinando i bimbi, la mia borsa enorme - regalo di compleanno, ma che mi è un po’ di impaccio quando cammino con Sveva nella mano destra e Peppe nella sinistra per attraversare... - e “la bottiglia” in una busta di plastica. Mi avvicino alla pompa di benzina a piedi, e già qui il benzinaio mi guarda strano, lo guardo in faccia e un po’ impacciata gli dico: “Buongiorno, mi scusi, non mi prenda per pazza... ma qui smaltite gli oli usati?!”, il tipo, gentilissimo e per nulla sconvolto mi spiega che lo fa solo chi fa i cambi d’olio, e che lui non ne fa, ma mi indica un meccanico in zona che mi può essere utile. Confortata, ringrazio, saluto e mi metto in macchina, ricordandomi che nella stessa strada della ludoteca dove siamo diretti c’è un meccanico, anzi due!
Arrivo, parcheggio, prendo i miei due monelli, la borsa, la busta e vado.
Entro.
Il meccanico è nascosto fra due macchine. Un cliente mi vede e lo avverte, già un po’ stupito dal fatto che una donna, vestita, si rechi in un posto simile dove questa parola ha un solo significato e sta appeso nudo ad una parete seduto su un pneumatico con una chiave inglese in mano!
“Buonasera” dico io, e il meccanico comincia a guardarmi con aria sufficiente, convinto del fatto che non sia in grado di accendere un’auto senza bruciarla. Prendo coraggio, sapendo quel che mi aspetta, e gli faccio la fatidica domanda: ”Mi scusi, qui fate la raccolta per lo smaltimento degli oli usati?”.
Silenzio.
Mi guarda attonito per capire chi sono.
Ispettrice di quale istituto?
Il Consorzio degli Oli Usati?
L’Inps?
L’Inail?
La guardia di Finanza?
I Nas?
La Cia?
Tutto questo glielo si legge in faccia, ma è la presenza dei due pargoli che lo spiazza.
Il silenzio continua, allora gli spiego che sarebbe da parte mia un gesto civile consegnargli l’olio da me usato!
Mi guarda ancora, ma ora l’espressione è più rilassata, quasi incazzata, ma dopotutto benevola, mi chiede che olio sia e mi aspetto una bestemmia quando gli dico che è “olio fritto”.
La parolaccia gli è passata per la testa, ma non l’ha detta, rilassato mi ha spiegato, che per così poco olio non mi dovevo certo prendere il fastidio...e fargli prendere un mezzo infarto!
Comunque, missione compiuta: l’ha preso, anche se sono sicura che non abbia aspettato neanche 3 secondi per scaraventarlo gastemando* nel primo bidone che gli è capitato sotto tiro!

*”bestemmiando”, nell’idioma locale.

21 maggio 2008

Wish you were here

....ADSL!


Eccomi qui!!
Il trasloco è stato fatto, i piccoli stanno bene e la casa è meravigliosa!
Purtroppo, però, non abbiamo il telefono, per pochi giorni ancora (Ali appena posso ti chiamo), mentre l'Adsl l'avremo solo TRA UN MESEEE!!!
A presto

06 maggio 2008

Il manicomio

Parlare con l'architetto al telefono mentre una fa la cacca e l'altro la pipì.
Parlare al telefono con l'architetto e pulire il culetto ad una, mentre l'altro mette le mani nel vasino.
Parlare al telefono con l'architetto mentre a casa gli operai tentano di finire e domani arriva il camion del trasloco.
Oggi mi hanno imballato la casa, domani ce ne andiamo e Peppe non ne vuole sapere.
Forse riesco a convincerlo col triciclo della polizia.
Il triciclo della polizia è la fissa di Giuseppe, ma è da un po' intrappolato sul balcone insieme a tutti i mezzi di trasporto per gli under 3 anni.
Nicola vuole regalarlo, mentre io ho convinto Giuseppe a traslocare prospettandogli infiniti pomeriggi in giardino a fiondarsi sul triciclo della polizia!
Stasera dovrò dirlo a mio marito!
A domani!

26 aprile 2008

Help! 3

Volevo fare la pasta all'uovo, ma l'idea di raccogliere farina in ogni angolo della casa mi distoglie dal nobile intento!
Volevo fare una pizza speciale, ma poi, di ingredienti speciali, al supermercato, non ne ho trovato neanche uno!
Passo le mie giornate a parlare con: la geometra dell'impresa che si occupa della ristrutturazione della casa nuova, col falegname, il fabbro, l'elettricista, gli acquirenti di questa casa, tipi piuttosto singolari, il venditore della casa nuova, la persona più gentile che abbia mai conosciuto, l'Amgas, l'Enel e la Telecom, l'Ikea e la Renus che mi devono consegnare il top comprato all'Ikea, l'amministratore, uscente ed il nuovo, della casa nuova, il geometra che si occupa della ristrutturazione dell'edificio in cui si trova la casa nuova, l'architetto, mia carissima amica, della casa nuova, che passa le sue giornate a parlare con la geometra dell'impresa che ristruttura la casa nuova, il falegname, il cartongessista, il pittore, il parquettista - che parquettista, non è, ma è l'elettricista, papà della geometra, - che vuole mettere lui il parquet, tanto è dell'Ikea....
E traslochiamo il 7 maggio, un giorno prima della festa di San Nicola, prima della "tre giorni di fuochi d'artificio", che in questa casa, TANTO VICINA AL MARE, si sentono tanto forte da far piangere la mia piccolina e farla vivere nel terrore già dai primi di aprile!
E intanto, io mi affaccio al balcone per godere per le ultime volte del bel pezzetto di mare che si vede da qui, con una tristezza degna del libro Cuore.

28 marzo 2008

IPod

E' da qualche giorno che Svevina non ascolta più le sue canzoni a tutto volume.
Ascolta l'IPod.
E canta.
In "inglese"!

20 marzo 2008

Sarà

Sarà che la primavera ora c'è, ora non c'è.
Sarà che ieri c'erano qui una moltitudine di bimbi che ha fatto di questa casa la filiale della ludoteca per numero di giocattoli buttati per terra.
Sarà che per rendere la casa presentabile ho lavorato tutta la mattina, e che per far tornare la casa presentabile ho lavorato tutta la sera.
Sarà che oggi Nì non è venuto a pranzo, e quindi, io ho mangiato poco, ma soprattutto male.
Sarà che c'ho fame.
Sarà....
Ma in forno c'è una pirofila con 400 gr di pasta, mezzo litro di besciamella, cui ho aggiunto due tuorli, non so quanto parmigiano, parecchio speck e , per finire, pan grattato.
Sarà!

13 marzo 2008

Mamma mia!

Forse non tutti sanno che, da quando ho ricominciato a lavorare la mattina, non solo ho riscoperto il piacere di lavorare, ma ho anche capito che, dimagrire, è un obiettivo possibile!
Come? Facile: basta andare a lavorare con mio marito, ovvero A PIEDI! E devo dire che mi piace pure! L'unica concessione è un autobus ogni tanto, al ritorno, quando torno da sola.
Io torno da sola quando si sono fatte le 12,10, di discutere con il giudice ancora non è stato possibile, perchè ci sono circa 50 fascicoli prima dei nostri, e allora abbandono tutto e tutti - mon marit - e corro dai piccoli, IPod alle orecchie a tutto volume!
Va da sè che, questa cosa, un po' stanca, soprattutto se dopo quelle frenetiche tre ore di Tribunale, che, vi assicuro, valgono per sette, nelle quali scrivi cinque, anche dieci, verbali di causa diversi, in aule diverse, in piani diversi, non puoi farti una rilassante passeggiata verso casa, ma, solitamente, o rincorri un autobus, per prendere il quale comunque devi percorrere almeno un km a piedi, oppure decidi che, sì, si può fare, ma i km sono parecchi!
E non è finita, perchè vai a riprendere i piccoli a scuola che, giustamente vogliono un po' sfogarsi, correre, richiedono chili di cioccolata, nel frattempo, con sconforto, non avendo preparato nulla in anticipo, ti interroghi sul come nutrirli nella migliore maniera possibile, sempre compatibilmente con quei quattro piatti che mangiano a giorni alterni, e che, tutti, proprio tutti, escludono le verdure!!!
Per farla breve, dopo tutto ciò, oggi, mi butto sul pesce, che è una delle poche certezze nutrizionali e, per fare onore alla odierna ricorrenza della giornata del masochista, decido di comprare i gamberetti che tanto piacciono all'avvocato - sempre mio marito - per farne una deliziosa tagliatella con zucchine e, per l'appunto, gamberetti.
Io odio gli insetti e non c'è nulla al mondo di più simile agli insetti, dei gamberetti....tutte quelle zampette, la corazza....GLI INTESTINI...bbllleeaawww...che orrore..... Buoni, però! E così, pulisco i gamberetti.
Peeer secoondoooo, inveeceeeee, avevo la polpette, preparate per cena ieri ai bambini, che comprendevano anche carote e zucchine polverizzate per non lasciare tracce, e più che mai, dagli stessi, snobbate. Anzi le schiacciatine: per non friggerle per venti minuti, le schiaccio un po'.
Alle 14,40, dopo aver pulito il pesce ai piccolini, anzi, oserei dire vivisezionato il pesce ai piccolini - "mi raccomando, se punge, sputa, vuol dire che c'è una spina!" - pulito i gamberetti, preparato il primo, mi rivolgo al malcapitato - sempre lui - e gli dico: "per secondo ho riscaldato le schiacciatine, ci sarebbero i pomodori di contorno, ma ancora non li tagliati, nè puliti!"
"C'è un'alternativa, ehm...... vuoi del ketchup?!".
Non contenta, mi sono presentata a tavola con le polpette e le bacchette cinesi dell'Ikea: il malcapitato non dice niente, mi guarda e basta.
A testa bassa non ho potuto fare a meno di confessare: "ho finito le forchette pulite!".

12 marzo 2008

Coincidenze

Oggi, tornando a casa dopo il Tribunale, per la prima volta in vita mia, sono entrata in un tempio della cucina, un negozio per cuochi - o aspiranti tali - nel quale, non so perchè, non avevo mai messo piede in vita mia. Ci sono passata molte volte, ma non ci sono mai entrata. Una sorta di timor reverentialis nei confronti del negoziante, anche perchè l'ho sempre visto vuoto e non ho mai trovato il momento "giusto" per entrarci da sola!!
Oggi per puro caso ho fatto quella strada e per puro caso ci sono passata. Mi dico "Entra!" e nel mio Ipod è partita questa musica. Un giubilo per gli occhi e per le orecchie! La perfetta colonna sonora per un momento in cui mi sono sentita una bambina nel negozio di caramelle!!!!

06 marzo 2008

Pic Nic

Nonostante Peppino pianga da stamattina alle 6,15 per un orrido mal di pancia con febbre, qui
si organizza un pic nic, e allora io porto la mia pizza di cipolle!
Chi viene?

05 marzo 2008

Singhiozzo

Qui i bimbi MI mangiano una volta uno e una volta l'altra.
Uno a pranzo, l'altra a cena.
Sveva ha la febbre.
Un'altra volta.
Tra un mese traslocheremo.
La casa nuova è bellissima.
Ma a lasciare questa, mi si spacca il cuore!
La costruzione - della frase e non della casa - è quello che è.
Non vi lamentate.
Cercherò di non farlo anche io!

28 febbraio 2008

C C C CHANGES

Come molti sapranno, stiamo per cambiare casa, e, cambiando casa, devo adattare la mia cucina, che, da lunga 4,26 m, deve diventare lunga 2,70 + 1,80, etc...
Il mio "top" è in legno di faggio, che, seppur spacciato - e pagato - per legno da barca, che sopporta ogni tipo di aggressione esterna, tutta sta resa non l'ha avuta, e allora stiamo un po' girando per negozi di cucine per vedere e toccare con mano i nuovi top in circolazione.
Oggi ne abbiamo visto uno, piuttosto carino, non è il legno della mia cucina, ma non si può avere tutto dalla vita, costa un occhio, ma non si può avere tutto dalla vita, ma soprattutto, quando l'ho toccato, ed ho sentito quanto fosse freddo, terrorizzata, mi sono in silenzio domandata: " ma la mia massa, come verrà su questo coso freddo freddo?!"

26 febbraio 2008

Nebbie e Cipolle

Ieri sera sono uscita verso le 19.30 per andare a comprare un po' di arance per i piccoli, che sono sempre a corto di vitamine, e ho scoperto, con grande stupore, che la città era ancora avvolta da una fittissima nebbia.
Per me che sono mediterranea, la nebbia è un fenomeno da film, da telegiornale, e ogni volta che mi ci trovo in mezzo, mi ritrovo a guardare in su come se avessi tre anni. Ieri mi sono stupita del fatto, per esempio, che si muove: la nebbia si sposta. E' come un grande alito, come quando fa freddo ed il respiro diventa vapore, e da piccolo facevi finta di fumare!
Dal fruttivendolo c'erano gli sponsali, delle cipolle fresche e lunghe, e, avendo nel frigo le olive, non ci ho pensato un attimo e ne ho comprato un chilo e mezzo per farne un meraviglioso calzone di cipolle! Data l'ora, confesso che la pasta di pane l'ho comprata dal panificio, e una volta a casa ho pulito la cipolle le ho tagliate e le ho buttate in padella con un filo d'olio extravergine di oliva e le ho fatte stufare per pochissimi minuti con una mela tagliata a metà e un po' di sale.
La mela va eliminata a fine cottura, e serve ad eliminare il più possibile gli umori indigesti della cipolla! Segreto di famiglia!
E' bene aggiungere qualche goccio d'acqua, ma non troppa, perchè la cipolla non deve cuocere molto e l'acqua deve evaporare tutta.
Una volta stufate le cipolle, le ho spolverizzate con abbondante formaggio grattuggiato, io ci metto il parmigiano, ma molti qui ci mettono il pecorino romano, dipende dai gusti, una manciatina di uvetta e tante olive. Spenderei qualche parola sulle olive.
Per il calzone di cipolle le olive DEVONO essere le olive in acqua baresi. E basta.
Si devono ovviamente denocciolare e tagliuzzare grossolanamente.
Ho steso un disco di pasta di pane, che qui, in verità chiamiamo massa, l'ho posizionato in una teglia ben oliata, con olio extravergine ovviamente, e vi ho distribuito uniformemente il composto di cipolle, ho chiuso con un altro disco di pasta di pane, ho sigillato, massaggiato letteralmente con altro olio, con una forchetta ho fatto qualche buco qui e là e ho infornato per 25/30 minuti a 250°, finchè non si dorata in superficie e ben cotta anche sul fondo (giocate con le altezze del forno e vi verrà una favola!).
La nebbia a fine serata era ancora più fitta, e mi sono ricordata di quel che si diceva domenica sera a casa di mia madre sul clima di Bologna, città in cui ha vissuto per qualche anno, ed il rapporto che i suoi capelli, ricci in origine, ma domati sempre con spazzola e phon, avevano instaurato con l'aria della città: "Bologna, Bologna, quando ero a Bologna camminavo con un alone in testa!".

23 febbraio 2008

You make my day award!

Quasi in contemporanea con la cerimonia degli Oscar, ecco i miei premi:
huevoblanco: mi piace leggerli, considerazioni acute e ricette gustose...e mi diverte il fatto che presto abiteremo ad un isolato di distanza, e giuro che non ci conoscevamo prima di leggerci!!
cavoletto: fonte di ispirazione e foto bellissime!
chocolat et caetera: una maga del cioccolato!
La tartine gourmande: ricette fenomenali e foto da premio!
Tra le nuove letture, inserisco anche Il gatto goloso: ottime ricette, se ne sente quasi il profumo, e Adrenalina, blog variegato, come quello di molte mamme, con torte davvero invitanti!

Lessico famigliare - parte terza -

In questa casa non bisogna mai fidarsi delle risposte di Peppino!
Se senti un rumore strano che non sai qualificare, alla domanda "Giuseppe che hai fatto?" si possono avere molte risposte, più o meno evasive, dalle quali, invece, si capisce parecchio!
Per esempio la risposta più frequente è un secchissimo "niente!", che sottintende "ma cosa ti salta in mente, sarà stata la signora di sopra!", che, al contrario, nasconde qualche marachella di piccola/media grandezza!
Le cose cambiano se la risposta alla medesima domanda diventa un velocissimo "nienteniente!", dove il tentativo di rafforzare la propria tesi, raddoppiando la risposta, evidenzia una marachella di media/grande entità!
Più grave, invece, la cosiddetta scusatio non petita, ovvero, quando meno te lo aspetti ti senti dire "io non ho fatto cadere il succo sul divano, mamma, io non l'ho fatto cadere, mammina, davvero!": Faccia d'Angelo, in confronto, era un pivello! Ca va sans dire: colpa manifesta!
La tenerezza, invece, mi spacca il cuore, quando, dopo aver fatto cadere qualcosa, mi guarda rassicurante e dice "mammina, non l'ho fatto apposta, non volevo, pulisco io, pulisco io", sollevandomi, secondo lui, dal noioso rito del pulire casa dopo la passata degli Unni!

19 febbraio 2008

Compleanno da urlo!

Ritorno dopo una sinusite/otite dei piccolini, che, domani, forse, tornano a scuola!
La vita di questi ultimi giorni può essere così sintetizzata: periodo a.Z. e periodo d.Z, ovvero avanti Zimox e dopo Zimox!
Non c'è niente da ridere, il periodo avanti Zimox è stato terribile, per loro soprattutto, che tutti e due nella stessa notte hanno avuto un mal d'orecchio da urlo. Nel senso letterale della parola! E lo possono confermare in molti nel condominio!!
Tutto ciò è avvenuto la notte tra l'11 e il 12, cioè il giorno del mio "compelanno", come dice Peppino mio!
Il giorno dopo, avverto la pediatra, mia amatissima detentrice del Verbo, unica conoscitrice della Verità Assoluta, che mi prescrive 10 giorni di zimox, 5 ml tre volte al giorno.
Ritiro 100 euro dal momento che il giorno prima, il lunibron lo avevo pagato 24 euro, e di scatole ce ne volevano almeno due, e corro in farmacia, dove scopro piacevolmente che di scatole ne devo prendere tre, ma che costano solo 3 euro l'una!! Una buona nortizia ogni tanto!
Al ritorno, ritrovo Svevina ancora in preda al mal d'orecchio, e non esito a somministrarle la prima dose del famigerato prodotto. Ma a poco a poco si insinua un tarlo, un dubbio, qualcosa....fatti due rapidi calcoli, la terza dose della giornata sarebbe stata prevista per LE QUATTRO DI NOTTE!!!!
Ciò che mi terrorizzava non era certo la sveglia, ma l'affrontare due piccoli nel cuore della notte per dargli una cosa disgustosa, di quelle cose che quando hai tre anni e mezzo o cinque, guardi la tua mamma, assonnata e un po' spettinata e ti verrebbe da chiederle: " ma tu, da me, che cavolo vuoi ora, ma non vedi che è buio, è notte e persino io, che ho 3/5 anni, avverto il bisogno di dormire, nonostante tutti i miei sforzi e studi scientifici per evitare che ciò accada?? Ma non hai un CUORE!".
Ma tu, forte del detto popolare "il medico pietoso fa la ferita infetta", vai avanti per la tua strada e fai quel che devi fare!
Dopo uno studio accuratissimo, armata di orologio e calendario, riesco, spostando di mezz'ora alla volta la somministrazione, a portare il tutto alle rispettabilissime sette e mezzo di mattina!
Posto che nessuna casa farmaceutica mi paga o mi regala niente, posso dire che tutto ciò è nato da un maledettissimo bagnetto - senza shampoo, altrimenti probabilmente li avrei dovuti ricoverare - di 2, e sottolineo 2, minuti di orologio:
giuro che non li lavo più fino a luglio!!
Gli anni che ho compiuto?
35!

12 febbraio 2008

Bill Granger's Molten Chocolate Puddings

Se avete voglia di dichiarare il vostro amore a qualcuno è arrivato il momento di farlo.
Ed io vi dirò come!
Prendete:
50 g di burro
50 g di cioccolato fondente
1 uovo intero ed un tuorlo
1 cucchiaio e mezzo di zucchero semolato
1 cucchiaino di farina.
Riscaldate il forno a 220° e imburrate due pirofile da forno da 250 ml e cospargetele di cacao. Ma potete fare anche come ho fatto io, ovvero usare una teglia da muffin e i pirottini di carta, ne vengono di più e più piccoli, ma sempre meravigliosamente buoni.
Sciogliete a bagnomaria il burro e il cioccolato, nel frattempo montate le uova e lo zucchero con delle fruste elettriche, o, per i più fortunati con il Kitchenaid (capito Ali?!), fino a quando saranno meravigliosamente gonfie e chiare (e tu sai di che parlo, vero Ali?!). Una volta intiepidito il composto di burro e cioccolato, aggiungetelo all'impasto di uova e zucchero e mescolate delicatamente. Aggiungete la farina setacciata, mescolate delicatamente, versate nelle pirofile o nella teglia da muffin e infornate per 10 minuti.
Serviteli caldi con della creme fraiche, o della panna semimontata, o anche solo con dello zucchero a velo.
Ora godetene!
E dichiaratevi!
Ah... e dite tutti in coro "Grazie Bill!"
A proposito, ieri era il mio compleanno e l'ho festeggiato con queste piccole bontà!

04 febbraio 2008

Lessico famigliare - parte seconda -

Giuseppe, quante volte ti devo dire che non si mettono le dita nel naso?!
Ma c'è la cacchiiinaa!
Allora usa il fazzoletto!
Ma è croccante!
......

28 gennaio 2008

Una scatenata...bambina

Ieri mattina, la piccola, dopo aver visto per la 104ma volta il film "una scatenata dozzina", mi ha posto questa precisa domanda:
"Mamma, ma che cosa è la vasectomia?". Solitamente fornisco risposte credibili e mai lontane dal vero - quindi niente cavoli o cicogne - ma ieri non sapevo proprio cosa inventarmi e ho fatto finta di non sentire.

Torta.....Boh?!

La ricetta c'è, è chiara e semplicissima. Il problema è che le varianti sono infinite, soprattutto se a deciderle sono Sveva e Giuseppe!
La ricetta originale di nonna Michelina, la nonna di mio marito, della classica torta allo yogurth, prevede:
1 vasetto di yogurth (gusto a piacere) da usare poi come misurino
3 uova intere
3 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1 vasetto di olio di semi
1 pan degli angeli
La ricetta è questa, ma bisogna vedere poi che succede!!!
Come sarebbe a dire?!
Fatela con due monelli 'sta torta, e poi mi dite come viene!!
L'altro giorno, piccoli a casa, cosa si fa? Ma una torta, è ovvio! Escluse quelle al cioccolato - causa problemi intestinali di Peppino - la scelta è ricaduta subito su quella allo yogurth.
Dopo un summit davanti al frigo, i piccoli d'accordo cominciano ad urlare "FRAGOLA FRAGOLA!", e il gusto della torta è scelto.
Gli procuro una coppa per cominciare a pasticciare la torta, e i due, armati da me di cucchiai e cucchiaini, versano il benedetto vasetto nella benedetta coppa e mentre io cerco i vari ingredienti e mi occupo anche di altre pentole sul fuoco, Peppe, mi fa "maaammaaa mi dai uno yogurth alla bananaaa?", il sospetto è immediato, e allora chiedo "per farne cosa?!" e il lestofant,e con la faccia da angioletto, velocemente mi risponde "per mangiarlo, per mangiarlo" dando forza alle sue parole con la ripetizione tipica del mentitore di professione, qual è!
Mi fido e gli do lo yogurth, non faccio in tempo a girarmi che lo yogurth viene scaraventato nella coppa. Seguono diaboliche risate...
Che fare?
Raddopiare le dosi?
No! Nì non ama le torte, mentre io si, e i piccoli non possono esagerare, allora corro ai ripari e, ferma, ordino ai cuochi: "bambini: mangiate lo yogurth!!" Qualche cucchiaino in meno più tardi, decido: un uovo, e mezzo vasetto di olio in meno!
Fatto. Ragazzi, la torta è venuta uno spettacolo!! I bimbi correvano per casa urlando "papà, papà assaggia la torta, senti come è soffice!!!"
Stamattina, l'abbiamo rifatta, ora è in forno e vi dico solo che i vasetti di yogurth sul tavolo erano tre....speriamo bene!!

25 gennaio 2008

Pane, pane con patate al rosmarino, pane all'uvetta, pane alle mandorle...


Domenica, dopo aver fatto la lasagna bianca ai funghi per noi, e quella rossa per i piccoli, ho fatto il pane. Il più buono è sicuramente stato quello con le patate al rosmarino.
Avevo voglia di fare il pane alle patate, e così stavo per mettere a bollire tristemente una patata, quando, mi sono guardata negli occhi, a voi non capita mai di guardarvi negli occhi? e mi sono detta: "ma che tristezza, facciamola morì come si deve 'sta patata!", e allora l'ho tagliata a tocchetti e l'ho fatta allegramente saltare in padella con olio extravergine di oliva, sale grosso e aghi di rosmarino profumatissimo, pochissima acqua e ho cotto con il coperchio per pochi minuti. Una volta morbida e felice, l'ho schiacciata con la forchetta e l'ho aggiunta alla pasta di pane, che avevo preparato e che stavo per mettere a lievitare. Ho impastato con altra farina, anche un po' gastemando perchè la patata era bollente - e come poteva non esserlo - e l'ho messo a lievitare un paio d'ore.
Gli altri panini li ho conditi con uvetta ammorbidita in poca acqua, e - che ci volete fa', è il mood del momento - con farina di mandorle tostata.

La ricetta base è quella di Linda Collister e prevede:
700 g di farina forte per pane
425 ml di acqua tiepida
15 g di lievito fresco
un cucchiaino e mezzo di sale
Si scioglie il lievito in poca acqua tiepida e si versa al centro della farina disposta a fontana, si aggiunge il sale, possibilmente lontano dal lievito, e si impasta, si impasta, si impasta........per almeno dieci minuti: olio di gomito ragazze!
Poi si pone in una ciotola coperta con pellicola e si fa lievitare in un posto caldo e al riparo da correnti per almeno un'ora, un'ora e mezzo, più freddo fa e più deve lievitare. Passata "un'orata", si schiaccia un po' l'impasto per distribuire l'aria, si forma una bella pagnottella, o tanti panini e si fa lievitare ancora fino a che avrà, o avranno, raddoppiato il suo volume un'altra volta. Nel frattempo si riscalda il forno a 220 ° e si cuoce per 35 minuti, fino a quando non sarà bello dorato.
Bon appetit!

24 gennaio 2008

Help! 2

Una non dorme di giorno e l'altro non dorme di notte!
Per la febbre.
E piange.
Per il mal di pancia.
Il giorno successivo, cioè oggi, ognuno fa come gli pare e non so cosa succederà stanotte.
Per l'appunto: HELP!
E tutti i pensieri - solo miei, sia ben inteso - sul terzo figlio, magicamente svaniscono!

Spaghetti con zucchine, uvetta e crumble di mandorle


Peppe ha la febbre a 39°, e questa è una delle ricette più buone mai fatte in questa casa.
In una pentola fate prendere un po' di calore ad uno spicchio d'aglio e qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, aggiungetevi le zucchine tagliate alla julienne con l'apposito attrezzino, il sale ed una bella manciata di uvetta. Non lesinate sulle zucchine!
Fate cuocere gli spaghetti, quando questi sono al dente e le zucchine sono fatte, ma non proprio sfatte, saltate il tutto in padella.
In un padellino antiaderente, nel frattempo avrete fatto tostare per pochi istanti della farina di mandorle, giusto il tempo di farla diventare dorata e croccante.
Impiattate gli spaghetti e condite con la farina di mandorle tostata, quasi fosse parmigiano e servite immediatamente.
Sono meravigliosi e facilissimi, come meraviglioso sarà il profumo delle mandorle tostate che aleggerà in casa vostra, e mentre, sognanti, immaginerete di stare sotto un patio, alle Eolie, all'ombra di un pergolato con grappoli di uva cascanti e ibiscus e bunganville, un cane e un gatto addormentati al sole, ascoltando "parole di burro" di Carmen Consoli, al sole di un pomeriggio d'agosto, con i capelli ancora bagnati e il sale che vi brucia la pelle, e il senso di fame feroce che assale dopo una giornata al mare.......sarete ferocemente interrotti, come da un disco rotto che salta, da una cinquenne disgustata che quasi imprecando vi dice: "ma che è questa puzza!?"

22 gennaio 2008

Help!

Perchè le altre mamme mi dicono che i loro pargoli alle 8,30 di sera sono distrutti e dormono, mentre i miei no?
Giuseppe, che insieme a Sveva, è sveglio dalle 7,30 di stamattina, quando alle 10 passate gli ho detto che era tempo di andare a far la nanna, ha cominciato a suonare la tromba!

16 gennaio 2008

Con le migliori intenzioni

Risotto alla zucca con semi di papavero, bresaola e melagrana

Questo è il risotto che ho fatto prima della tempesta di sabato.....
Dal fruttivendolo la zucca era vicina alle melegrane e allora mi è venuta l'idea di farci un risotto, le intenzioni erano davvero buone, un po' meno il risotto, non c'era armonia, ma secondo me sabato neanche la pasta al burro sarebbe stata armoniosa!!!

15 gennaio 2008

E' qui la festa?

E alla fine, forse, ce l'abbiamo fatta ad uscirne, a battere quel microscopico bastardo che ci ha avvelenato le viscere, ce le ha intorcinate, direbbero a Roma, offese e malmenate.
Ha fatto piangere il piccolo per una mattinata intera, dal dolore per gli spasmi, ha fatto vomitare tutti e due gli angioletti, e poi ha attaccato pure gli intestini di mamma e papà, in particolare quello di mamma. La diagnosi? Atti vandalici, ecco quello che che ha fatto quel bastardo!
Ma non è tutto.
Sabato era prevista la festa di Sveva, presso l'asilo del quartiere: buffet, e inviti a tutta la classe più gli amici e i parenti.
Orario della festa, ore 17.00.
Ore 7,30, il piccolo si sveglia in preda agli spasmi, e piange, piange, piange. Tutta la mattina.
Gli do' i fermenti lattici.
Niente.
Corro in farmacia per le supposte, torno, gliene metto una, ma niente.
Due ore per fargli prendere l'alginor (una delle cose più orrende che abbia mai assaggiato), e verso le 13,00 un primo, flebile, miglioramento.
Che dici, Nì, annulliamo?
Mah! Se restassi a casa io col piccolo, forse, ce la facciamo.
Preparo il risotto, per noi.
Preparo la torta. Per la festa. 12 uova per il pan di spagna e 4 per la crema. 16 in tutto.
Alle 15,30 Sveva si sveglia.
La faccia dice tutto.
Si sdraia sul divano, piccola piccola, con gli occhi piccoli piccoli, e solo poche parole escono dalla sua boccuccia con un fil di voce: "ho mal di pancia, mi fa male l'orecchio, mi fa male la testa, anche la guancia e non mi sento molto bene".
Le misuro la febbre, 37,5°.
...............
...............
Ci guardiamo in faccia per pochi, interminabili, secondi.
Una sola frase lampeggia ad intermittenza, modello Broadway, nelle nostre teste:
E MMO???!
Per un millesimo di secondo, ignoro volutamente tutte le telefonate che dovrò fare per annullare la festa, e penso, "e se la portassimo lo stes...", ma non posso nemmeno finire di pensarla quella frase, basta guardarla.....
Poi penso a come prospettarle allegramente che la festa, tanto attesa, e tanto rimandata (dal 29 dicembre), non si fa e non si farà.
Ma questa, paradossalmente, è stata la cosa più semplice, poichè la piccola si sentiva così male da non riuscire proprio a immaginare di uscire.
E allora, si comincia!
Prima telefonata: il buffet!
Salve, sono io, non è che per caso....no, abbiamo già preparato tutto....ah, allora portate tutto a casa mia, perchè la festa non si fa più, sa.... i bambini....uh che peccato....
Seconda telefonata: l'animatore: ciao sono io, sai ci sarebbe un problema....signora, ma non si preoccupi, son cose che capitano con i bimbi.... Un vero gentleman.
Alle 16.30 telefono a scuola, spiego la situazione, e quello, che oserei definire incazzato, mi fa: " e lei ora me lo dice?" E che gli dovevo rispondere? "sa, volevo tenerla sulle spine..." un vero genio, mi ha fatto perfino lo sconto del 50%.
E poi non so quante telefonate ho fatto, so solo che avevo davanti a me il telefono di casa, il telefonino, la lista degli invitati, la rubrica telefonica e l'elenco telefonico.... e un bicchiere di vino! Rimasto lì dall'ora di pranzo!
Alla fine dei conti, di alcune persone, avendo dato gli inviti alla maestra, non sapevo il cognome, la residenza, neanche l'esistenza, così preparo un cartello di scuse e vado a scuola ad affiggerlo sulla saracinesca. Chiusa.
E' stata meno dura di quel che pensassi, se non fosse che il giorno dopo, il virus, ha preso pure noi, che ci trascinavamo per casa nauseati, cercando di evitare di guardare quegli orribili vassoi pieni di sandwich, rustici e focaccine.
Bleaw.

04 gennaio 2008

Equilibrio precario

Sindrome premestruale e figli non sono compatibili!
Soprattutto se i tuoi figli sputano per terra le caramelle che non gli piacciono, in un giorno macchiano il divano di spremuta (un bicchiere) e di yogurth (un vasetto).
Per intenderci, il divano, è lo stesso sul quale Sveva ha vomitato!
E quando gli porgi un bicchiere di spremuta (un altro), corretta con l'antibiotico, lo versano irrimediabilmente per terra, ma solo dopo aver cominciato a bere, in modo tale che tu non sappia esattamente quanto antibiotico abbiano assunto, e non puoi farci un bel niente!!!!!
AIUTO!

02 gennaio 2008

Zovirax

No, ahimè, non è l'ultimo film che abbiamo visto, (quello è "la ricerca della felicità) ma è l'antibiotico con il quale abbiamo brindato anche per l'inizio dell'anno!
Cominciando dall'inizio: 4 giorni fa Giuseppe esordisce con la solita febbre: 38, 38,5, 39,7°, la stessa notte mi vomita praticamente addosso, quello che riesco ad evitare, salvando i miei capelli, va a finire per terra e non so come evita Svevina, il resto sul mio cuscino e parte del letto.
Risultato: cambio del pigiamino del bambino, del letto matrimoniale, della mia camicia da notte e maxi lavata per terra alle 5 di mattina!
In più Peppe decide che non si dorme e ci vediamo pure un po' di tv!
Il giorno dopo lo stesso: febbre, vomito, cambiata generale e lavata del pavimento alle sei di mattina!
Un giorno di pausa, e la sera del 31, a Svevina, sale la febbre a 39°, un bel conato di vomito anche per lei verso le 20,00 e - questa è la variante divano - alle 2.30 ha vomitato anche su quello, il che pone la parola fine alla vita dello stesso e ci toglie dall'imbarazzo nel quale da giorni io e Nì ci guardavamo indecisi se cambiarlo o rivestirlo!
Buona anno anche a voi!!
La cosa più carina di tutta la vicenda è stata una frase del piccolino, il quale, appena finito di vomitare, esausto ed incredulo ci guarda e chiede piangendo "Che cos'è questo?".
La più faticosa, invece, è stata convincere Svevina ad assumere una supposta, un'esperienza a metà strada tra una seduta di introspezione psicoanalitica ed uno di quei corsi di self help o come cavolo si chiamano!
La diagnosi?
Gengivo-stomatite herpetica, infatti a tutto questo dovete aggiungere l'impossibilità dei piccoli ad ingurgitare qualsiasi cosa per le pustolette in bocca!
....e non vi sto a tediare con la storia del bucato....immaginatevela voi!
Qualcuno ha una sigaretta? Ho voglia di ricominciare a fumare!

MondoCibo

Una bella sorpresa per l'inizio dell'anno: un nuovo portale per foodbloggers ed estimatori!
E' Mondocibo
Fateci un salto, ci troverete tutti gli ultimi post dei migliori foodbloggers italiani.
Felice 2008 a tutti!
Ivana